Il dolore
Si apre uno spiraglio per la modifica della deassimilazione
Artigiani e industriali si sono confrontati coi tecnici del Ministero dell’Ambiente Tra qualche mese le regole potrebbero cambiare
prato. Gli scarti tessili potrebbero tornare ad essere classificati come sottoprodotti di lavorazione e non più come rifiuti speciali. Non sarà una cosa rapidissima, ma nel giro di alcuni mesi potrebbe essere così. L’incontro di alcune ore avvenuto ieri mattina a Roma fra le categorie economiche pratesi, in modo particolare i settori artigiani che si occupano di moda e tessile, e i tecnici del Ministero dell’Ambiente ha centrato «quei punti che sono il nostro obiettivo, e cioè portare gran parte dello scarto tessile ad essere sottoprodotto di lavorazione e ad essere materia da riutilizzare» ha detto Moreno Vignolini della Confartigianato pratese e regionale. Intanto, i tecnici ministeriali che ieri mattina si sono confrontati con la delegazione pratese hanno assunto l’impegno di venire a Prato nel giro di qualche settimana per vedere cosa davvero sia lo scarto di produzione della lavorazione tessile. L’obiettivo resta quello, per primo, della modifica del decreto ministeriale 264 del 2016, tanto da trasformare lo scarto tessile da rifiuto speciale a sottoprodotto, materia che rientri nel circuito produttivo e che tolga soprattutto l’affanno ai tanti artigiani che si trovano ogni giorno ad affrontare il problema e i costi dello smaltimento. «Mi sembra che l’esito dell’incontro sia stato positivo – ha precisato Francesco Marini, vicepresidente di Confindustria Toscana-Nord – Il percorso dell’”End of Waste” è sicuramente più lungo, quello della modifica della categorizzazione dello scarto tessile da rifiuto speciale a sottoprodotto è più breve in termini di tempi e decisioni». La questione resta sempre lì. «Non nego che la deassimilazione sia stata giusta, questa ha comportato anche un risparmio di spesa nello smaltimento per artigiani e industrie, ma il problema si è acuito da noi perché non c’era una filiera di impianti pronta a ricevere lo scarto tessile», prosegue Vignolini. La delegazione pratese ieri mattina ha trovato «una delegazione ministeriale, guidata da Pierluigi Altomare e che si avvale anche delle competenze dell’Ispra, con la quale è emersa la volontà di fare il possibile per semplificare il lavoro delle imprese, del cui valore ambientale i funzionari sono apparsi consapevoli», ha precisato in serata un comunicato stampa di Confindustria Toscana nord. Ma resta aperta la questione impianti. Quello prefigurato di Ugnano, vicino Firenze, adatto per accogliere buona parte delle 50mila tonnellate dello scarto tessile pratese, manca ancora della firma sul protocollo d’intesa fra categorie produttive e Regione. «Avremmo dovuto farla entro ottobre, spero non si tardi ancora nella firma del protocollo d’intesa definitivo con la Regione. Poi ci vorranno altri sei mesi per organizzare l’impianto» conclude Moreno Vignolini. — A.F.
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