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giustizia lumaca 

È nato morto il processo sull’evasione Iva

P.N.
È nato morto il processo sull’evasione Iva

Udienza preliminare 9 anni dopo gli arresti, molti reati sono già caduti in prescrizione E i 121 imputati possono dormire sonni tranquilli

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prato. Quando scattarono gli arresti, nel giugno 2010, ci fu un grande rullo di tamburi e suono di fanfare per l’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia che aveva scoperto un’evasione di Iva e dazi doganali per 21,6 milioni di euro sui tessuti importati a Prato dalla Cina. Ma di quel processo, così come di quello sui miliardi di euro spediti in Cina tramite i money transfer, sono rimaste le briciole. Lo si è scoperto ieri mattina, quando a distanza di più di nove anni è iniziata l’udienza preliminare nei confronti di ben 121 imputati, italiani e cinesi. La previsione è che nessuno di loro alla fine sarà condannato. Non perché siano innocenti (questo ancora non si sa) ma perché molti reati sono caduti in prescrizione e altri si prescriveranno prima della fine dell’eventuale processo.

Stiamo parlando dell’inchiesta che nove anni fa portò all’arresto di Fabio Savoi, originario di Civitella Paganico e residente a Firenze, insieme alla compagna Roberta Di Leo, 46 anni, originaria di Montemurlo. Lei rappresentante legale e lui considerato amministratore di fatto della “F. &R. International Broker srl” , società che aveva sede a Prato ed era ritenuta dagli inquirenti il cuore di un’associazione a delinquere finalizzata al contrabbando doganale e al falso ideologico. Oltre a loro finirono in carcere altri due italiani (Michele Belcari, 51 anni, di Cerreto Guidi, e Vittoria Giordano, 46 anni, di Prato) e sei cinesi residenti a Prato (la signora Zhao Ying, 42 anni, Zhang Jianguang, 42 anni, Wang Jing, 29 anni, detta Vanna, e gli imprenditori Ye Xiangling, 35 anni, Chen Xia, 39 anni, e Li Jianda, 31 anni)

Secondo la guardia di finanza, dal 2006 avrebbero importato dalla Cina merci per oltre 60 milioni di euro evadendo dazi doganali e Iva per circa 21,6 milioni, di cui all’epoca furono recuperati solo 2,1 milioni.

Sono passati cinque anni prima che il sostituto procuratore Benedetta Foti inviasse gli avvisi di chiusura indagini e altri quattro per la fissazione dell’udienza preliminare (già rinviata a gennaio), molti dei quali sono serviti per tentare di rintracciare cittadini cinesi non più rintracciabili. — P.N.

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