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Scarti tessili, riparte a Roma il confronto col Ministero

Alessandro Formichella
Scarti tessili, riparte a Roma il confronto col Ministero

Prato punta a trasformarli da rifiuto speciale in sottoprodotto di lavorazione Vignolini (Confartigianato): «Sembra che la politica abbia capito il messaggio» 

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prato. Scarti di produzione tessile, se ne riparla oggi a Roma. Convocazione è arrivata appena dieci giorni fa e stamani alle 11 le categorie artigiane ed economiche pratesi siederanno di nuovo nella capitale in via Cristoforo Colombo con i tecnici del Ministero dell’Ambiente.

Tema, il confronto aperto, dopo l’incontro di luglio, sul percorso legislativo del cosiddetto “End of waste” (il processo di recupero di un rifiuto che può tornare ad essere materia da riciclare) e la modifica del decreto del ministero dell’ambiente 264 del 2016 che tratta appunto la classificazione dei sottoprodotti.

Che sono cosa diversa dai rifiuti. La questione, per Prato è di sicura importanza. Ancora ad oggi, infatti, lo scarto da produzione tessile è classificato come rifiuto speciale e non come sottoprodotto di lavorazione che possa rientrare, si legga economica circolare, nella lavorazione come materia prima. Oltre allo scarto di produzione, c’è anche il tema della raccolta e riuso degli indumenti usati. I cosiddetti “cenci”, con Prato che ne è stata capitale da sempre riutilizzati nel fare il tessuto cardato.

All’incontro di stamani a Roma, saranno presenti Confartigianato, Confindustria, Cna e l’associazione Astri, che si occupa proprio di progetti e promozione sulla rigenerazione dei tessuti.

«La normativa di oggi, ancora ferma, fa sì che se mi metto a trasportare come artigiano dello scarto di produzione tessile e mi fermano vengo denunciato penalmente, come se stessi trasportando cose pericolosissime - ricorda Moreno Vignolini, presidente di Confartigianato regionale settore moda - Sembra che ora la politica abbia ricevuto il messaggio e questo sia arrivato anche ai tecnici del Ministero. Dopo l’incontro di luglio vediamo oggi che cosa ci viene detto e che tempi ci sono nell’iter legislativo e nella modifica del decreto ministeriale del 2016».

Già due anni fa Sauro Guerri, vicepresidente dell’associazione Astri parlava di «un distretto tessile che ha nel proprio Dna il riutilizzo delle materie e l’economia circolare» e che era arrivato il momento di dirlo e di far capire ai legislatori che era necessario far chiarezza sul concetto di rifiuto e sul concetto, invece, di sottoprodotto che ridiventa materia di lavorazione. Stamani, a Roma nella stanze del Ministero dell’Ambiente si riparla proprio di questo e si fa un nuovo punto sullo stato delle cose.

«Sentiamo cosa ci viene detto all’incontro di Roma - continua Moreno Vignolini - Il percorso di legge non è breve, lo sappiamo. È chiaro che se tecnici e funzionari ci dicono di rivederci fra quindici giorni, allora nutro buone speranze che si stia andando sulla strada giusta. Se ci dicono vediamoci fra qualche mese, confesso che ne uscirei un po’ deluso».

La modifica del decreto ministeriale 264 del 2016 e il confronto sul disegno di legge “End of Waste” sono considerati fondamentali per la delegazione pratese che oggi si trova a Roma. Resta da capire se il percorso è sempre in salita o inizia la discesa.

«Spero che si intraveda la discesa, concordando con i funzionari del Ministero sui punti decisivi del cambiamento che dovrà esserci in materia di scarti tessili – conclude Vignolini – Questo significa riaprire anche una grande partita economica, di lavoro, occupazione e di dare senso reale all’economica circolare». —

Alessandro Formichella

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