Il Tirreno

Prato

la mostra 

Nel mondo fantasmagorico del poliedrico artista Edoardo Nardin

Azelio Biagioni
L'artista Edoardo Nardin (foto Batavia)
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L'artista Edoardo Nardin (foto Batavia)

Praot, lo studio di dottori commercialisti Bbs-pro in via del Carmine ospita la mostra “Voi siete qui, dal vero"

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PRATO. Dopo il successo dello scorso anno con le sue opere esposte presso gli spazi industriali del marchio Patrizia Pepe, Edoardo Nardin torna protagonista con la sua arte. E questa volta a Prato, la città dove ha scelto di vivere ormai da diversi anni. Poliedrico artista, personaggio quasi fiabesco con i suoi abiti ricercati ricchi di colori e particolari, ecco che Nardin, giocoliere, acrobata, clown, equilibrista e disegnatore, espone 7 opere (alcune delle quali sono installazioni composte da una trentina di lavori) nella mostra “Voi siete qui, dal vero”. E anche in questa occasione sceglie un luogo non convenzionale: lo studio di dottori commercialisti Bbs-pro in via del Carmine, uno luogo che più volte ha affidato i propri spazi ad artisti, curatori e galleristi per esporre le loro opere come nel caso di Nardin.

La mostra, aperta da pochi giorni, resterà visitabile fino ai primi di dicembre. L’ingresso è libero e gli orari sono: dal lunedì al venerdì dalle ore 9 alle 13 e dalle 15 alle 19. I visitatori troveranno sette opere di Edoardo Nardin, cinque delle quali erano quelle in mostra nel 2018 da Patrizia Pepe e fra le quali spicca un’illustrazione di 11 metri x 3. Qui c’è rappresentato un mondo, un mondo fatto di tanti personaggi che l’autore ha immaginato con la sua faccia: da quelli delle fiabe fino a esponenti della religione per arrivare anche ad animali sempre disegnati con il volto di Nardin. «Una mole di personaggi - confessa l'artista - e in tutti mi sono auto immedesimato». Questa opera insieme agli altri quattro lavori che lo scorso anno furono esposti da Patrizia Pepe sono autoritratti ai quali si aggiungono due novità.

«Una – racconta Edoardo Nardin – è un’installazione con 36 maschere veneziane di colore bianco. Anche qui ho voluto giocare e sopra ogni maschera ho disegnato la mia faccia. Ma se in tutti questi lavori si parla di autoritratti c’è poi la settima opera che si distacca da tutte le altre, dato che nei dipinti non mi sono raffigurato. Si tratta di un’installazione di 30 quadri, che ho realizzato nel mese di agosto mentre ero a Cannes. Intorno a questi quadri ho messo un palco e un mio abito, quello dove ho disegnato le ‘faccine’ e che ho utilizzato proprio per dipingere questi quadri. Una ricostruzione – termina l’artista - con una mia presenza-assenza».


 

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