Il Tirreno

Prato

Seconda complanare pronta a primavera. Il tunnel del Soccorso (forse) nel 2021

di Maria Lardara
Sopralluogo ai cantieri della nuova viabilità in vista del sottopasso del Soccorso (foto Batavia)
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Sopralluogo ai cantieri della nuova viabilità in vista del sottopasso del Soccorso (foto Batavia)

Prato, sopralluogo ai cantieri della viabilità alternativa all’opera principale che non ha ancora la valutazione d’impatto ambientale

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PRATO. Ruspe in azione e camion in transito: l’apertura del cantiere al Soccorso è di lunedì scorso. Tabula rasa entro Natale di tre vecchi fabbricati produttivi espropriati dal Comune, meteo permettendo. No, non si tratta dei lavori per realizzare l’opera strategica più importante per la viabilità pratese, attesa da anni. Dalle demolizioni in corso alle spalle di via Cipriani sarà ricavata entro la primavera 2020 la seconda complanare del Soccorso, propedeutica allo scavo del tunnel: servirà a congiungere via del Purgatorio e via Nenni per rendere più fluida la viabilità intorno al futuro sottopasso. Sarà abbattuta anche la torretta dell’edificio più grande che si affaccia su via del Purgatorio.

«Prima di Natale sarà tutto demolito: nella prima fase – spiega il progettista Edoardo Bardazzi – sarà posizionata una grande trave centrale per realizzare tre garages a disposizione dei mezzi della protezione civile». Sarà dunque “salvata” una parte di un capannone artigianale per realizzare un immobile comunale a servizio della protezione civile. Quando Anas inizierà i lavori per il sottopasso, la seconda complanare (la prima è stata aperta nel settembre 2018 ed è il prolungamento di via Tasso) sarà percorribile a doppio senso: diventerà così uno snodo vitale per il cantiere mentre una rotatoria servirà a scaricare il traffico in entrata e in uscita sulla Declassata. In realtà, l’ufficio mobilità dovrà valutare meglio l’opzione del doppio senso di marcia per i rischi legati all’intersezione con via del Purgatorio.

«La procedura degli espropri delle aree private è stata complessa – sottolinea l’assessore all’urbanistica Valerio Barberis – sono stati spesi 1,7 milioni di euro». Complessivamente fra prima e seconda complanare, il Comune ha investito quasi 5 milioni di euro, di cui appunto quasi due per gli espropri su superfici private.
Viabilità alternativa a parte, la vera domanda è quando scatterà il semaforo verde per il cantiere del tunnel su cui dall’ottobre 2018 è competente Anas. Nell’ipotesi più ottimistica, non accadrà prima del 2021.

«I tecnici di Anas erano qui la prossima settimana per la stesura finale del progetto definitivo – fa sapere il sindaco Matteo Biffoni – Quest’ultimo, nell’arco di un mese, approderà al Ministero per essere sottoposto alla procedura di Via (valutazione d’impatto ambientale, ndr). Cercheremo di fare pressing sul Ministero per velocizzare l’iter».

Servirà infatti la firma congiunta dei ministeri dell’Ambiente e delle Infrastrutture sul decreto di Via, tenendo conto delle eventuali prescrizioni. In caso di parare favorevole, a quel punto Anas passerà al progetto esecutivo per poi assegnare i lavori attraverso una gara europea da 30 milioni di euro. È la storia infinita di un’opera che ancora si vede solo sulle mappe degli uffici tecnici: per assistere alla posa della prima pietra serviranno dunque ancora due anni.

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