Il Tirreno

Prato

Il rione celeste trionfa nel Teatro di Strada nella festa di San Michele 2019

Walter Fortini
Il rione bianco festeggia la vittoria del Palio di San Michele 2019 (foto Batavia)
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Il rione bianco festeggia la vittoria del Palio di San Michele 2019 (foto Batavia)

Carmignano,  Bianco è il palio, come due anni fa. E celeste, che fa il bis, la sfida nel ‘teatro in strada’, premio più ambito. Si conclude così la tre giorni del San Michele, con qualche delusione e mugugno

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CARMIGNANO. Bianco è il palio, come due anni fa. E celeste, che fa il bis, la sfida nel ‘teatro in strada’, premio più ambito. Si conclude così la tre giorni del San Michele, con qualche delusione e mugugno. Ma i pronostici erano davvero incerti ed è stata, come poche volte si ricorda, una gara all’ultimo voto: nel palio, decisiva l’ultima corsa, e nelle sfilate, con la contrada dell’Arcangelo che ha sopravanzato il rione bianco della Torre di appena due lunghezze. Cinquantaquattro a cinquantadue. E per i meccanismi di voto della festa sono davvero pochi. I bianchi erano primi sabato e domenica, un voto davanti ai celesti. Ma ne avevano persi quattro venerdì e alla fine non sono riusciti a recuperare.

Sette podi più alti per entrambi e la differenza l’hanno fatta i secondi posti. I verdi si piazzano terzi e quarti i gialli. Gioisce Carolina Fanelli, regista per il secondo anno dell’Arcangelo. Con lei c’è il caporione Giovanni Nunziati. La storia di Galileo Galilei e dei Medici, del padre dell’astronomia e del giovane Cosimo che da scolaro ne diventa patrono e lo difende davanti alla chiesa, entra nell’albo d’oro. Che poi non è solo una rievocazione storica ma un racconto sull’importanza delle idee e sul valore del sapere, contro la paura per la libertà di pensiero e contro gli inquisitori e l’intolleranza senza tempo. Il celeste conquista per i carri e la recitazione, per le invenzioni sartoriali certo, per gli effetti di colore ma soprattutto per la capacità di tenere insieme le scene e saper riempire gli spazi (una nota costante della contrada) e per l’essere da subito quasi perfetti nei tempi.

Tutti i rioni quest’anno hanno comunque davvero ammaliato il pubblico: due ore di spettacolo per tre lunghe sere. Bravi nel montar e rismontare le sfilate quando serve: un’arte anche quella. Bravi per la mimica degli attori, grandi e piccini, mai una sbavatura. Sedici carri ed oltre settecento figuranti. E siccome i quindici esperti chiamati a decidere il vincitore, cinque per giorno, gente del mestiere che arriva da fuori provincia per non essere influenzata, vedono le sfilate una sola volta, tutto alla fine poteva accadere.

La festa finisce con gli immancabili caroselli di auto, clacson e bandiere sventolate e con la piazza trasformata come sempre, nell’attesa dell’annuncio del vincitore, in una grande discoteca a cielo aperto. Soddisfatto il comitato: tutto esaurito ogni sera e in tanti giunti anche da fuori Carmignano. Qualche protesta per i problemi all’impianto audio e per i due grandi schermi, novità di questa edizione, che purtroppo non hanno mai ben funzionato. Ottima l’idea, ma service da bocciare. E la presidente del comitato si scusa.

Nell’attesa domenica vengono premiati anche la spettatrice giunta da più lontano (Teheran) e la sportiva carmignanese dell’anno, Elisa Kerkenbush, campionessa mondiale disabile in più discipline. Vengono estratti i biglietti vincenti della lotteria, il cui ricavato andrà interamente alla Fondazione Ami Prato: il primo premio (500 euro di spesa presso i negozi Coop Bisenzio Ombrone) va al numero 66, il secondo (200 euro di spesa) al 98 e il terzo (100 euro) al 37. Poi passate le otto e mezzo di sera, due ore dopo la conclusione delle sfilate, il sindaco Prestanti guadagna il centro della piazza e i rionali iniziano a raggrupparsi ai quattro canti. Un rito anche questo.

Cala il silenzio. Il primo cittadino legge uno dei verdetti: enigmatico. Poi le urla squarciano la notte, volano coriandoli e il trofeo, una coppa in ceramica smaltata realizzata da Stefano Bartoloni ed offerta dell’Osteria dei mercanti, viene alzato al cielo. La corsa dei ciuchi si era conclusa un’ora prima, tra il tripudio dei rionali del bianco. Con tre contrade in vetta alla classifica a sei punti (verde, celeste e bianco), la manche di domenica era decisiva. Ed è stata una corsa appassionata, testa a testa per tutti e due i giri di due piazze e due vie, decisa ancora all’ultima curva. Vola avanti subito il celeste: primo alla discesa, tallonato dal giallo. Il fantino dell’Arcangelo resiste dopo il cambio dei ciuchi, ma il bianco Francesco Risaliti lo incalza, lo supera nella discesa del secondo giro all’interno, si allarga sulla curva ma rimane al comando e fora per primo il cerchio sul traguardo. Dietro celeste, verde e giallo.

San Michele, i nomi di tutti i giudici. La festa è appena finita. “Un’edizione del San Michele bellissima – sottolinea il sindaco Edoardo Prestanti – e a vincere è come sempre tutto il territorio”. Tre giorni di grande spettacolo in piazza e di ‘teatro in strada’ preparato in mesi e mesi dai rionali delle quattro contrade. “Tutte e quattro le rappresentazioni sono state di un livello molto alto” commenta la presidente del comitato organizzatore del San Michele Silvia Borsi. La classifica parla da sola, gli applausi a scena aperta pure. Qualità e sentimento “Ho visto i giurati emozionarsi – aggiunge la presidente -, perché hanno ‘sentito’ le sfilate sulla propria pelle. Ed è stato bellissimo”. Ha vinto per la cronaca il celeste, per due punti sul bianco: 54 a 52. Dietro verdi (33) e gialli (26), più distanti ma per effetto anche del meccanismo di voto.

Ma archiviato il risultato, la curiosità dei rionali si concentra sui giudici. Selezionati da un’agenzia esterna, nessuno ne conosce il nome fino al loro arrivo: quindici esperti del mondo dello spettacolo, cinque a giorno, chiamati ognuno a esprimere un giudizio e una classifica senza consultarsi con gli altri. E lo devono fare analizzando con precisi parametri le rappresentazioni dei rioni, vedendo la sfilata una sola volta e con cinque punti obbligatoriamente da assegnare al primo, tre al secondo, due al terzo e uno al quarto. Ebbene quest’anno c’erano la costumista Daniela Simeone, lo scenografo Simone Dini Gandini, il ballerino e musicista Luigi Panico, l’attore Francesco Bargi e la fotografa Maria Angela Ciucci, la docente di storia del teatro Maria Nunziata Parrinello, il giornalista e direttore artistico Giuseppe Bini, la docente di storia dell’arte Immacolata Agnoli, l’attrice Sara Mazzoncini e il regista e organizzatore di eventi Angelo Biondi, la costumista, attrice e cantante Rossella Palmegiani, l’attrice Antonella Lucii, i registi, attori e insegnanti di recitazione Roberto Corso e Michele Cariello e il docente di storia dell’arte Domenico Troiani. Sette di loro hanno scelto come migliore sfilata il celeste ed altrettanti il bianco. Un giudice ha preferito il verde. E nella stessa sera può benissimo capitare – è successo anche quest’anno - che una contrada collezioni un primo, secondo e ultimo. Questione di sensibilità, di particolari che possono fare la differenza, a volte anche della posizione del giurato in piazza.

 

 

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