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La festa di San Michele: bene, bravi, tris

Walter Fortini
La festa di San Michele: bene, bravi, tris

Oggi pomeriggio ultima sfilata dei quattro rioni. La contesa si concluderà col palio dei ciuchi e la proclamazione dei vincitori

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CARMIGNANO. Vince subito la festa la prima sera: grande spettacolo e tutto esaurito, dietro le transenne e sopra le tribune, per il San Michele. Lo speaker per trentotto anni della manifestazione, Stefano Fatighenti, intrattiene il pubblico. Poi, poco dopo le dieci e un quarto, le quattro contrade scendono in piazza, in gara con il loro ‘teatro in strada’ che da Carmignano prova a raccontare il mondo. Mezzora a rione, due ore filate di spettacolo.

Non funziona uno dei due grandi schermi, novità di questa edizione. Peccato. Un problema tecnico all'impianto audio stoppa una sfilata. Ma lo spettacolo tiene tutti incollati al loro posto. Ballano e recitano in più di cento per contrada (grandi e piccini), molti altri lavorano dietro le quinte per mesi. Una sfilata può rivoluzionarsi da una sera all'altra. Cambiano anche i giudici: quindici in tutto in tre giorni. Un pronostico è dunque sempre un azzardo. Conta peraltro l'insieme. Se ci fosse comunque un premio per la più bella sceneggiatura e idea narrativa sarebbe forse andato venerdì ai bianchi, che hanno raccontato come fosse la favola d Pinocchio, bella trovata del regista Simone Spinelli, la storia di Fahrad, richiedente asilo in fuga da guerre e persecuzioni, giunto a Carmignano nel 2015. Una storia vera, con migranti sfruttati come marionette. Il soggetto più originale e coraggioso è forse quello dei verdi. Il regista Riccardo Giannini porta in scena con fare delicato la disabilità e il nostro rapporto complicato con la diversità, facendo recitare e ballare anche attori disabili. Pure in questo caso lo spunto è una storia vera, di una famiglia di Seano. L’oscar per la miglior scenografia, fotografia e costumi, se ci fosse, andrebbe magari al celeste, vincitore l’anno scorso. Con Carolina Fanelli per il secondo anno alla regia raccontano la vita di Galileo, insegnante nella villa di Artimino del giovane Cosimo II dei Medici, e ammoniscono sul valore del sapere e della libertà di pensiero contro gli inquisitori senza tempo.

Infine i gialli, con Massimo Bonechi regista al posto di Matteo Cecchini. Geniale la scena della riunione del comitato della festa: spassosissima parodia con maschere in cartapesta e oscar virtuale come migliore attore non protagonista. Una sfilata che punta l'indice su una modernità arida di sentimenti e relazioni umane, vissute spesso solo davanti allo schermo di un telefonino, pur senza dimenticare che il mondo è cambiato. C'è un filo rosso - l'autocritica per il mondo che spesso siamo - e stasera, con la festa che riprende alle 15.30, si saprà a chi andrà il trofeo. Non prima però dell’ultima corsa dei ciuchi, terza in tre sere. Venerdì la gara se l’è aggiudicata all'ultima curva il verde con Loriano Bargagli, detentore del palio, davanti a bianco, celeste e giallo, in testa per tre quarti della corsa. —

Walter Fortini

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