Il Tirreno

Prato

Che spettacolo a Carmignano: una notte da tutto esaurito per la festa di San Michele

Walter Fortini
La sfilata del rione giallo
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La sfilata del rione giallo

Quattro oscar virtuali, uno per rione. Al palio dei ciuchi il verde ha trionfato nella prima serata

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CARMIGNANO. Vince subito la festa la prima sera: grande spettacolo e tutto esaurito, dietro le transenne e sopra le tribune. Non accade quasi mai il venerdì: la piazza si riempie in genere il sabato e la domenica. E invece prima delle nove e mezzo, quando lo speaker storico per trentotto anni del San Michele, Stefano Fatighenti, intrattiene il pubblico, anche il parcheggio alla Serra era già completo, prova di spettatori giunti non solo da Carmignano. Sfilano i gonfaloni, il sindaco, i rappresentanti dei Comuni vicini e della Regione. Poi, una decina di minuti dopo le dieci, tocca alle quattro contrade a scendere nel catino della piazza trasformato in un grande palcoscenico sotto le stelle, in gara con il loro ‘teatro in strada’ che da Carmignano prova a raccontare il mondo. Mezzora a rione, due ore filate di spettacolo.

“Prima serata vincente” commenta il sindaco Edoardo Prestanti, accanto ad un entusiasta presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani. Peccato per uno dei due grandi schermi – quello sulla vasca, novità di questa edizione – che non ha funzionato. Non da tutti gli angoli della piazza si gode appieno lo spettacolo ed era una buona idea del comitato per risolvere il problema. Da potenziare.

“Quella di venerdì è di fatto la prima prova al completo per tutti i rioni” racconta Silvia Borsi, presidente da sei anni del comitato di cittadini che organizza la festa. “Carmignano – spiega - non ha altri spazi dove far muovere tutti assieme centinaia di persone e grandiose e maestose strutture al passo di parole, musiche, colori e suoni”. Si prova a pezzi e poi si assemblea magicamente il tutto. Ma proprio perché è la prima volta – ballano e recitano in più di cento per rione (grandi e piccini), molti altri lavorano dietro le quinte e nei cantieri per mesi – capita spesso che da una sera all’altra una sfilata possa rivoluzionarsi. Cambiano anche i giudici: quindici in tutto, cinque a sera, esperti che arrivano da fuori provincia e i cui nomi vengono rivelati solo a festa finita. Votano senza consultarsi e i verdetti sono chiusi in cassaforte fino al gran finale. Così tutto (o quasi) alla fine può succedere. Un pronostico è sempre un azzardo. Se si dovessero assegnare gli oscar di categoria, che non esistono, il premio per la più bella sceneggiatura e idea narrativa sarebbe andato forse venerdì al rione bianco (“Come una piuma”), che ha raccontato come fosse la favola d Pinocchio, bella trovata del regista Simone Spinelli, la storia di Fahrad, richiedente asilo in fuga da guerra e persecuzioni, sbarcato a Lampedusa e giunto a Carmignano nel 2015. Una storia vera, con migranti sfruttati come marionette, burattini senza parola, per molti solo “pezzi di legno che puzzano e portano malattie, arrivati dal mare e che non servono a niente”. D’effetto il carro dello scacco matto e quello della segheria. Il soggetto più originale e coraggioso è forse quello dei verdi: “Gocce di resina” porta in scena con fare delicato la disabilità e il nostro rapporto complicato e a volte ‘spinoso’ con la diversità, costruito troppe volte sul pregiudizio.

Il regista Riccardo Giannini fa recitare e ballare anche attori disabili. Pure in questo caso lo spunto è una storia vera: una famiglia di Seano con un figlio costretto in uno stato semi-vegetativo e il padre che due anni fa ne ha fatto un libro per bambini. Quel libro pop-up che racconta del rovo, parente povero del roseto, e che diventa quel carro che sfila al termine della sfilata, in mezzo a coinvolgenti balletti .

L’oscar per la miglior scenografia, fotografia e costumi, se ci fosse, se lo sarebbe invece potuto magari aggiudicare il celeste, già vincitore l’anno scorso e venerdì in piazza quasi senza sbavature, guidato per il secondo anno da Carolina Fanelli. Lo spunto di “Oltre ogni singola nuvola” è la vita di Galileo Galilei, padre dell’astronomia e insegnante nella villa di Artimino del giovane Cosimo II dei Medici, che ne diventerà patrono e lo difenderà nel primo processo davanti alla Chiesa. Ma il messaggio va oltre la rievocazione storica e racconta l’importanza delle idee e del valore del sapere, la paura della libertà di pensiero, gli inquisitori e l’intolleranza senza tempo, nel Seicento come oggi. D’impatto il carro con la luna e quello del Sant’Uffizio. Infine i gialli. Geniale la scena della riunione del comitato della festa in stile un po’ “Muppet show”: spassosissima parodia e oscar come migliore attore non protagonista. Con “Ultima fermata: Carmignano”, siamo nel 2059, i gialli portano in scena una modernità arida di sentimenti e relazioni umane, vissuta spesso solo davanti allo schermo di un telefonino, in cerca di quel giusto equilibrio che non vuol dire per forza tornare indietro e dimenticare che il mondo è cambiato, più ricco, grande. Sono stati loro venerdì sera a rompere il ghiaccio, sfortunati per un problema all’impianto di amplificazione (non colpa loro) che ne ha interrotto per diversi minuti la sfilata. Massimo Bonechi subentra nella regia a Matteo Cecchini, comunque in piazza nelle vesti di attore. Rimangono l’ironia e le grandi maschere di cartapesta calate sui volti dei figuranti. Trascinanti le musiche, da Cirque Soleil ai Queen, da Otto e mezzo ad Ennio Morricone, Chemical Brother a Children. Minimale la scenografia. Forse è mancato un pizzico della carica innovativa del nuovo corso.

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Quattro oscar virtuali, uno per rione. Un filo rosso: l’autocritica per il mondo che siamo e la speranza per il futuro. Ma il San Michele prevede un solo vincitore, con una griglia di voti peraltro obbligata che amplifica le distanze. Quindi non resta che aspettare stasera, sabato 28,  (inizio 21) per sapere a chi andrà davvero il trofeo per la più bella sfilata. E a seguire la seconda prova del palio dei ciuchi.

Domani, domenica 29, le contrade scenderanno in strada dopo le 15.30 e entro le 20 dovrebbe arrivare l’annuncio del sindaco dalla vasca al centro della piazza. Non prima però dell’ultima corsa dei ciuchi, la terza in tre sere: due giri di due piazze ed un via, con cambio a metà percorso dei ronzini, assegnati alle contrade con sorteggio, e sprint a piedi dei fantini per montarvi sopra.

Venerdì la gara se l’è aggiudicata il verde, detentore del palio dalla scorsa edizione. Tutto si è deciso all’ultima curva. Il fantino dei gialli, Lorenzo Cappellini, era riuscito a tenere dietro gli altri per quasi tutta la corsa: al primo giro testa a testa con il celeste Aurelio Nencini, al secondo con il verde Loriano Bargagli che lo incalzava all’interno. Alla fine è andato però lungo, è pure scivolato dal ciuco ed è stata superato da tutti. Sul traguardo primo il verde, secondo il ciuco del bianco cavalcato da Francesco Risaliti, quindi celeste e giallo.

L'albo d'oro. Chi vincerà il doppio trofeo del San Michele quest’anno, palio e miglior rappresentazione di teatro in strada? Per saperlo occorrerà attendere stasera, domenica, il verdetto dei giudici. Da quando nel 1932 la festa è nata, compreso quest’anno, cinquanta sono state le sfilate in cui è stato assegnato il premio e cinquantuno i pali corsi. Ci sono stati infatti lo stop per la guerra, altre interruzioni per polemiche e stanchezza, anni senza premi e edizioni, negli anni Novanta, con soli tre rioni. Se si inizia dagli anni Trenta, il colore dominante tra le quattro contrade è sicuramente il celeste. Il rione dell’Arcangelo fino all’anno scorso ha vinto ventitré sfilate: ventiquattro se si considera l’edizione del 1964 in cui il trofeo fu unico (e vinsero i verdi) ma nella sfilata il primato era stato dei celesti. Dopo il 1996, per molti anni, è stata spesso una lotta a due – bianco e celeste – con un ex-aequo (mai successo prima) nel 2011: tredici centri per l’Arcangelo e sette per la Torre, che ne ha collezionati dodici dall’inizio della festa. Dodici sfilate nel carniere, fino all’anno scorso, anche per i verdi: ben 7 in nove anni tra il 1987 e il 1995, poi nel 2012 per un punto sui celesti ed ancora nel 2015 e 2017. Il giallo si ferma invece a tre: due lontanissime (nel 1969 e 1971) e una recente nel 2016, dopo un secondo posto nel 2015. Nel palio dei ciuchi il primato è dei bianchi con 16 edizioni vinte (le più recenti nel 2016 e 2017) e secondo il giallo con 14, che non lo conquista dal 2010. Segue il celeste con 13 vittorie e ultimo il verde, che ha primeggiato nel 2016 ma si ferma a sette pali dall’inizio della festa fino al 2018.

 

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