Il Tirreno

Prato

Assolti cinque dirigenti Estra: «Non ci fu danno all’erario»

di Francesco Albonetti
Assolti cinque dirigenti Estra: «Non ci fu danno all’erario»

La Corte dei Conti ha ritenuto «infondata e senza prove» l’accusa del Comune sui mancati introiti

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PRATO. Non ci fu danno erariale per il Comune di Prato da parte di Estra. Con questa motivazione la Corte dei Conti ha assolto cinque amministratori del gruppo citati in giudizio dalla Procura di Prato nell’ambito della cosidetta "guerra del gas", un lungo contenzioso politico-giudiziario iniziato nel 2010 con la giunta Cenni. Si tratta di Paolo Abati, diretttore generale, Luciano Baggiani, presidente dell’assemblea dei soci Consiag, Paolo Quercioli, legale rappresentante Estra , Cesare Calistri, dirigente Estra e Alessandro Puccetti, responsabile dell’area logistica ed attività strategiche e di Estra. La cifra contestato del presunto danno arrecato al Comune di Prato era di 10 milioni, ma saranno invece risarciti per le spese legali sostenute di 10.000 euro, da dividersi in cinque.

Gli imputato erano difesi dagli avvocati Lucibello e Giunta. Nella motivazione della sentenza, i giudici del collegio della Corte dei conti scrivono che «l’inesistenza della prova di un danno effettivo per la pubblica amministrazione preclude al collegio di procedere ad ogni ulteriore valutazione della condotta asseritamente illegittima tenuta dai singoli convenuti (gli imputati, ndr) e dell’eventuale incidenza sulla stessa sul presunto detrimento patromoniale sofferto dal Comune che, si ripete, deve ritenersi inesistente e non provato». In poche parole: assolti per mancanza di prove. Sempre secondo la Corte dei conti «l’attore pubblico si è limitato a prospettare una ipotesi di danno da ritardato pagamento, attraverso un generico riferimento alla necessità che il Comune avrebbe avuto di ricorrere al prestito bancario, senza che la circostanza sia stata, però, provata e senza che il presunto danno sia stato, pertanto, correttamente quantificato e dimostrato nel suo effettivo ammontare». «In mancanza dell’elemento portante della fattispecie dannosa - conclude la sentenza - (danno effettivo ed attuale carico delle pubbliche risorse) l’azione proposta dalla Procura procedente deve ritenersi non meritevole di accoglimento e, come tale, deve essere rigettata».

Assolti dalla Corte dei conti, Abati e gli altri sono ancora imputati nel processo penale con le accuse di turbativa d’asta, abuso d’ufficio e abuso di posizione dominante. Secondo la tesi della procura, avrebbero ritardato la trasmissione dei dati che servivano all’amministrazione comunale per affidare al libero mercato, attraverso una gara, il servizio di distribuzione del gas. Con danno erariale successivo. Abati e Baggiani sono difesi dall’avvocato Alberto Rocca, Quercioli da Lucibello, Puccetti da Denaro e Calistri da Cipriani. Il Comune è parte civile, Estra e Consiag sono responsabili civili con gli avvocati Bellagamba e Giunti.

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