La manifestazione
Cgfs, stabilizzazione per ventidue persone
PRATO. Discriminate rispetto ai colleghi maschi, soprattutto quando rientrano dalla maternità. Niente ferie, niente malattia, compensi da fame. È la dura condizione delle lavoratrici nel mondo dello sport (soprattutto istruttrici fitness) di cui ha portato una testimonianza Valentina Bianchi, delegata sindacale della Slc-Cgil di Firenze, Prato e Pistoia. «Il contratto di collaborazione sportiva – ha ricordato la rappresentante Cgil – non dà diritti». Proprio a Prato è recente la stabilizzazione di 22 collaboratori e collaboratrici del Cgfs, la società partecipata dal Comune finita ultimamente nell’occhio del ciclone per i conti in rosso. «È stata anche creata una rappresentanza sindacale aziendale che prima mancava», fa sapere Cristina Pierattini, responsabile della Slc-Cgil di area vasta. — M. L.
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