Il Tirreno

Prato

la condizione femminile 

Boom del part time: i contratti sono il 33% Sale la disoccupazione

M. L.

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PRATO. Part-time? No, grazie. “Benedetto” dalle madri lavoratrici, il contratto di lavoro a orario ridotto sembra essere ormai una condizione obbligata per un’occupazione nel campo dei servizi e del commercio (soprattutto nelle catene della grande distribuzione). Contratto part-time come appannaggio delle lavoratrici. «Ma non tutte le donne che lavorano, soprattutto quando sono giovani, pensano a diventare madri – fa notare Manuela Marigolli, responsabile coordinamento donne della Cgil pratese – Lavoratrici che, pur desiderando un tempo pieno, non riescono a ottenere un contratto full-time». A Prato le donne hanno visto peggiorare la qualità del lavoro con il boom del part-time che sul nostro territorio rappresenta il 33% dei contratti. E in molti casi appunto si tratta di inquadramento part-time involontario imposto dall’alto che aumenta la forbice di diseguaglianza fra uomini e donne. Meno ore, infatti, significano stipendio ridotto. Una ragazza che lavora in un negozio del Parco Prato (non diciamo il nome per tutelarla) ci raccontava ieri mattina che «l’azienda obbliga al part-time perché lo considera uno strumento di flessibilità» ma questo «spesso crea competitività fra le colleghe che fanno a gara per fare due ore in più di lavoro». Il risultato? Una guerra fra poveri, anzi fra povere. Non solo. In città il lavoro delle donne è sempre più precario e frammentato: che il tasso di disoccupazione femminile sia in aumento lo dimostra il numero delle pratiche Naspi (l’assegno di disoccupazione) elaborate dall’Inca di Prato, dal primo gennaio a oggi. La domanda di disoccupazione è stata presentata da 1. 221 lavoratrici su un totale di 2. 204 pratiche Naspi (il 55, 40% del totale). Ma al patronato ci si rivolge anche per le pratiche riguardanti l’indennità di maternità e l’accesso alla pensione: negli ultimi otto mesi, 1. 028 lavoratrici in dolce attesa si sono rivolte alla Camera del lavoro per chiedere la maternità a fronte di 12mila pratiche lavorate complessivamente dall’Inca. Tradotto: a Prato si registrano più pensionamenti che nascite a fronte di una popolazione che invecchia. — M. L.

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