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Figlio col ragazzino, scatta la perizia

Paolo Nencioni
Figlio col ragazzino, scatta la perizia

I giudici ordinano accertamenti sulle facoltà mentali dell’imputata, la trentunenne che ha avuto una relazione col minore

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prato. Prima ancora di stabilire se l’imputata è colpevole di violenza sessuale su un minorenne, il Tribunale vuole sapere se la donna è capace di intendere e di volere. Per questo il giudice Daniela Migliorati, nella prima udienza del processo che vede imputata una operatrice socio-sanitaria di 31 anni, accusata di aver avuto una relazione sessuale con un ragazzo che all’epoca dei fatti, secondo la Procura, non aveva ancora compiuto 14 anni, dal quale ha poi avuto anche un bambino, ha disposto una perizia psichiatrica sulla donna.

Sarà il professor Renato Ariatti, lo psichiatra di Bologna già interpellato nel caso di Anna Maria Franzoni per stabilire se la madre di Cogne fosse ancora in grado di uccidere (e in quel caso la risposta fu affermativa), a esaminare la trentunenne pratese per stabilire se al momento dei fatti di cui la accusano e anche oggi sia nel pieno possesso delle sue facoltà mentali. Un altro perito invece dovrà depositare una relazione tecnica sulle intercettazioni telefoniche agli atti dell’inchiesta.

Il processo con rito immediato, ricominciato ieri dopo una prima udienza tecnica all’inizio di luglio, vede imputato anche il marito dell’operatrice socio-sanitaria, accusato di alterazione di stato per essersi attribuito la paternità del figlio nato un anno fa dalla relazione clandestina pur sapendo che non era suo.

Gli avvocati difensori della coppia, Mattia Alfano e Massimo Nistri, hanno provato a far saltare il tavolo con un’eccezione nella quale chiedevano la regressione del fascicolo allo stato delle indagini preliminari perché, hanno sostenuto, agli atti ci sono tre telefonate tra l’imputata e il ragazzino di cui la difesa non sapeva niente, ma il Tribunale ha rigettato l’eccezione.

L’udienza di ieri, iniziata alle 9.10, è durata oltre due ore e il Tribunale ha fissato altre due udienze il 21 e il 28 ottobre nel corso delle quali si inizieranno a sentire i testimoni.

All’uscita dal Tribunale il marito dell’imputata ha confermato che lui e la moglie stanno affrontando insieme il momento difficile, anche se alla domanda se continui a credere alla moglie ha detto che non poteva rispondere. Presente anche la donna, che però è ancora agli arresti domiciliari col divieto di comunicare con l’esterno. Nelle prossime udienze saranno ascoltati una trentina di testi, molti dei quali sono comuni alla difesa e all’accusa.

Il caso del bambino avuto dalla trentunenne in seguito alla relazione col ragazzino è scoppiato all’inizio di marzo in seguito a una denuncia presentata dai genitori del ragazzo, con cui il figlio, oggi quindicenne, si era confidato. L’esame del Dna ha confermato che il figlio è suo, mentre lo stesso esame ha stabilito che il primo figlio della donna è stato concepito col marito. —

Paolo Nencioni

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