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Prato

Incidenti sul lavoro, la Cgil: «Urgente una campagna rivolta ad autonomi e proprietari»

Il capannone dove è avvenuto l'infortunio mortale (foto Batavia)
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Il capannone dove è avvenuto l'infortunio mortale (foto Batavia)

Prato, il sindacato: pochi obblighi e scarsa conoscenza delle normative

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PRATO. «Su Prato le cadute dall'alto sono purtroppo ancora una causa di morte troppo diffusa, quando esistono tutti i dispositivi di protezione e tutte le procedure per evitarle». A sostenerlo è il dipartimento salute e sicurezza della Cgil pratese, che fa notare come gli ultimi due infortuni mortali avvenuti in città riguardano lavoratori autonomi. Proprio quelli che hanno meno obblighi di legge sul fronte della sicurezza. Durante un incontro con l’Asl, la Cgil ha «condiviso la necessità di costruire una campagna volta a sensibilizzare datori di lavoro, consulenti ed amministratori di condominio. Nel nostro territorio abbiamo avuto due morti sul lavoro ravvicinate e che hanno coinvolto lavoratori autonomi, artigiani. Come Cgil, anche con la nostra proposta di Carta dei diritti che vuole riformare lo Statuto dei lavoratori per allargare le tutele e purtroppo ancora ferma in Parlamento, ci interessa tutelare tutti i tipi di lavoratori a prescindere dalla loro posizione».

Il sindaco rimarca che «i lavoratori autonomi hanno obblighi di legge in materia di salute e sicurezza molto limitati rispetto alle tutele previste per gli altri. Il patentino per il carrello elevatore non era richiesto fino al 2016 per i datori di lavoro o lavoratori autonomi. Adesso viene richiesto a chiunque guidi il mezzo, perché la formazione deve essere fatta a tutti poiché il rischio lo corrono tutti. Per i lavoratori autonomi non c'è un obbligo formativo generale su salute e sicurezza e un cambiamento per allargare anche a loro alcuni obblighi previsti dal decreto 81 del 2008 è per certo un punto di partenza. In attesa di tale riforma un'idea potrebbe essere quella di sensibilizzare professionisti che operano coi lavoratori autonomi, quali consulenti del lavoro, commercialisti, associazioni di categoria per informare i loro associati o clienti».

L’altro aspetto è quello che riguarda i proprietari degli immobili, sia appartamenti privati (ricordiamo l’infortunio mortale avvenuto a Prato durante il montaggio di una tenda), sia i proprietari di capannoni industriali, come nel caso dell’artigiano rumeno. «Questa città ha un patrimonio immobiliare industriale che sicuramente in gran parte necessita di manutenzione e ammodernamento – scrive la Cgil – di avere i requisiti di sicurezza ed è un tema che interroga la politica urbanistica nonché molti industriali che si sono convertiti in professionisti dell'immobiliare. Quanti proprietari di case o capannoni conoscono la normativa su salute e sicurezza? Quanti capannoni in mano a agenzie immobiliari vengono gestiti con troppa leggerezza o con mancati adeguamenti degli stessi?» —
 

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