Il Tirreno

Prato

scuole 

Mancano 50 custodi, lezioni a rischio

Maria Lardara
La scuola dell'infanzia del Cilianuzzo
◗
La scuola dell'infanzia del Cilianuzzo

Prato, vanno trovati entro lunedì 23. Sindacati, due sindaci e presidi in pressing sull’Ufficio scolastico provinciale

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. La prima campanella è suonata lunedì ma la musica è già stonata. Stona in vista della settimana prossima, quando entrerà in vigore l’orario definitivo. Perché la macchina arranca mentre dirigenti scolastici e sindacati sono al lavoro per tirare una coperta che è troppo corta.. Non c’è solo il caso della materna di Luicciana (istituto comprensivo Pertini di Vernio) a corto di custodi per chiudere la scuola in orario pomeridiano, col rischio che i bimbi debbano uscire un’ora prima. L’ultimo segnale di Sos lo lancia Riccardo Fattori, preside dell’istituto comprensivo Nord, il più popoloso di Prato con i suoi 1.932 alunni, suddiviso in undici plessi dislocati in otto edifici. Per tenere aperte quattro materne (Cilianuzzo, Meucci, Abatoni e Meoni), il dirigente scolastico del Nord ha chiesto un adeguamento di organico con tre collaboratori scolastici in più part-time (18 ore settimanali). Lo ha chiesto formalmente con una lettera indirizzata all’Ufficio scolastico provinciale, datata il 16 settembre scorso.

«L’emergenza di questo momento – ribadisce Fattori – consiste nell’impossibilità di assicurare adeguati livelli di servizio (assicurare le ordinarie attività di pulizia, assistenza e sorveglianza, ndr), di tenere aperte le scuole e, non ultimo, di garantire adeguate condizioni di lavoro per il personale. Di fronte a questa prospettiva sono pronto, e mi auguro francamente di no, a qualsiasi passo».

La particolarità dell’istituto Nord è l’esistenza di piccoli plessi con poche sezioni che però richiedono comunque un doppio turno dei custodi per assicurare vigilanza e pulizia. Otto custodi lavorano inoltre con un mansionario “ridotto” (che viene riconosciuto spesso per motivi di salute), ovvero i loro compiti si limitano all’apertura e chiusura dell’edificio scolastico, all’attività di portineria, a rispondere al telefono.

«L’organico “di fatto” – insiste il preside – è inferiore di almeno quattro unità».

Non sono rose e fiori nemmeno per il suo collega Daniele Santagati, che ha la reggenza del Pertini di Vernio: nessuna soluzione è stata ancora trovata per assicurare la copertura di custodi alla materna di Luicciana, frequentata da una decina di bimbi. Per chiedere un organico adeguato si sono mobilitati anche i sindaci di Cantagallo e Vernio, Guglielmo Bongiorno e Giovanni Morganti (la materna di Sant’Ippolito ha le stesse difficoltà), scrivendo una lettera all’ufficio scolastico provinciale.

«Ma sono in sofferenza anche altri comprensivi, soprattutto quelli con più plessi – fa sapere Daniela Scarlata, segretaria della Cisl Scuola di Prato e Firenze – Finora, purtroppo, le richieste di adeguamento di organico non hanno sortito alcun effetto per un avvio corretto dell’anno scolastico».

Porta la firma di quattro organizzazioni sindacali (Cgil, Cisl, Uil e Gilda) una lettera trasmessa il 16 settembre a Mirko Fleres, responsabile dell’Ufficio scolastico provinciale, in cui si chiedono altri posti in deroga fra i collaboratori scolastici attingendo per le supplenze dalle graduatorie o dalle messe a disposizione (Mad). Numeri alla mano, per completare la pianta organica mancherebbero cinquanta custodi su tutta Prato e provincia. Se non arriveranno, da lunedì saranno dolori: il pressing di dirigenze scolastiche e organizzazioni sindacali sull’ex provveditorato va avanti ormai da giorni.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze