Il Tirreno

Prato

il vescovo 

«Tutte le mattine all’alba prego lungo la ciclabile»

Azelio Biagioni
«Tutte le mattine all’alba prego lungo la ciclabile»

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PRATO. Quando incontra i giornalisti che hanno risposto al suo invito, il vescovo Nerbini si presenta semplicemente come don Giovanni. «Preferisco così», sorride il presule. Siamo nel chiostro di San Domenico dove il nuovo pastore della Chiesa pratese ha voluto invitare a pranzo i giornalisti pratesi. «Mi fa piacere incontrarvi e conoscervi – esordisce monsignor Giovanni Nerbini - il vostro ruolo è davvero importante. Quando si leggono le informazioni dietro ci sono sempre volti, persone e a volte anche delle sofferenze. Se riuscite a fare bene il vostro lavoro si fa davvero un servizio prezioso alle persone». Le domande dei cronisti al vescovo non sono mancate: da quale è stato l’impatto con la città al tema del lavoro. «Ho scoperto una città bellissima – dice il vescovo – Anche il 7 settembre vedere la facciata del duomo illuminata dal sole mi ha colpito. La trovo una città a dimensione umana. Si gira bene, anche a piedi. Ma la realtà che mi ha sorpreso è scoprire una chiesa sorella particolarmente ricca. La chiesa pratese ha una vastità di impegni che vanno dagli oratori alla assistenza, dalla carità alle mense dei poveri». Nel parlare con i giornalisti, il vescovo Nerbini svela come alcune sue abitudini di quando era parroco a Rignano sull’Arno non sono cambiate, come andare a camminare al mattino presto dalle 5,30 fin verso le 7. Tempo che il presule dedica alla preghiera e alla meditazione personale. «Durante il quale – racconta - mi predispongo alla giornata che sta per cominciare. Cammino, lungo la ciclabile che costeggia il Bisenzio, e prego – aggiunge - Prego per i preti che sono il prossimo più prossimo per un vescovo ma prego anche gli amministratori locali. Servire il popolo vuol dire mettere le persone in condizioni di vivere bene». Per quanto riguarda il lavoro, monsignor Nerbini ha chiesto ad alcune persone di aiutarlo a conoscere la realtà della città. «Ci sono problemi da conoscere e capire prima di prendere decisioni – ha detto - Per natura mi piacciono le decisioni prese insieme. Due intelligenze che pensano producono qualcosa di esponenziale. Con questo gruppo di lavoro abbiamo fissato un primo incontro». Un vescovo che ha dimostrato fin da subito di stare in mezzo al suo popolo, così come disse nella sua prima omelia. —

Azelio Biagioni

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