Il dolore
Fallimento Grassi snc, ora rischiano i tre fratelli
Prato, il curatore Castoldi ha chiesto al Tribunale di estendere la procedura alle persone fisiche per aggredire i loro beni
PRATO. Il curatore del fallimento della Grassi snc, Leonardo Castoldi, ha presentato un’istanza per estendere il fallimento ai tre fratelli Grassi, Sandro, Marco e Morena, eredi del colosso delle costruzioni che ha affrontato un lunghissimo concordato e da una cui costola è poi nata la Castelnuovo Lavori. Una pessima notizia per i fratelli Grassi, perché se finora i creditori del fallimento (ex dipendenti in prima fila) avrebbero potuto rivalersi sui beni di proprietà della Grassi snc, di poca consistenza, nel caso il Tribunale accettasse l’istanza del curatore potrebbero rivalersi sui beni personali dei fratelli. Nella procedura non è coinvolta la Castelnuovo Lavori, che come detto è la società che anni fa ha acquistato il ramo pregiato del gruppo Grassi, ha un ricco portafoglio di commesse e ora è tornata completamente in mano alla famiglia Grassi.. Il curatore Castoldi ha chiesto il fallimento in proprio dei fratelli Grassi ipotizzando che la Grassi snc fosse di fatto diretta da una sorta di holding familiare.
Ieri all’udienza davanti al giudice fallimentare Legnaioli si sono presentati anche i sostituti procuratori Lorenzo Boscagli e Lorenzo Gestri, che hanno portato elementi a sostegno dell’istanza del curatore. Questi elementi sono costituiti da testimonianze raccolte nel corso delle indagini che Gestri e Boscagli stanno conducendo sul fallimento della Grassi snc. L’ipotesi di reato alla base dell’inchiesta è la bancarotta fraudolenta.
La Grassi snc era stata costituita per mettere insieme le società del gruppo (Grassi Servizi srl, Grassi Moreno srl, Grassi srl, Autotrasporti Grassi Giorgio) e nel 2011 chiese di accedere al concordato preventivo, che si è trascinato fino al 2018, quando il curatore ha staccato la spina. Gli ex dipendenti devono ancora riscuotere un sacco di soldi. Il giudice fallimentare deciderà a dicembre sull’istanza di Castoldi.
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