Sicurezza
Il cappotto di Max Mara dà lavoro ai pratesi
Al salone parigino molte richieste per il lanificio “Mario Bellucci”. La Lyria s’aggiudica il premio “Handle Prize” dei Pv Awards
PRATO. Primo giorno di Première Vision martedì, la fiera di Parigi con quasi 90 espositori provenienti dal distretto. Tutti a cercare la lana di cammello oppure la mista lana e nylon: in ogni caso, stoffe “made in Prato” per tessere il cappotto icona di Max Mara che ha fatto tendenza nell’ultima stagione, il soffice “Teddy Bear”. Le collezioni d’eccellenza dei produttori pratesi entrano nel guardaroba dell’inverno 2020/2021. Per il cappotto stile Max Mara ha avuto molte richieste il lanificio “Mario Bellucci”, complice il trend dei capispalla lunghi e morbidi. Ma, a poche ore dall’apertura dei cancelli, il clima in fiera non era granché. Una buona notizia arriva martedì sera: la pratese Lyria di Riccardo Bruni s’aggiudica il premio “Handle Prize” dei Pv Awards (la seconda categoria degli Oscar del tessuto) per la mano morbida di una lana mista a poliestere. Non è andato a nessun pratese il Gran Premio assegnato l'anno scorso alla Marini Industrie. «Questa è l’ottava fiera che facciamo nel giro di due mesi: il 95% dei nostri clienti ha già visionato la collezione», ammette l'imprenditore Francesco Bellucci. Serpeggia fra i corridoi il timore per un’annata che non promette bene vista la cura dimagrante degli ordini per l’estivo che costringono soprattutto i lanifici più strutturati a tenere ferme le macchine. Ombre di crisi che s’addensano sul cielo di Parigi: c’è chi teme di archiviare il 2019 vedendo ridimensionare il giro d’affari intorno al 30% In ogni caso, i pratesi si rimboccano le maniche continuando a investire in creatività e ricerca. Intanto, fra i corridoi si sono fatti vedere americani e asiatici.
Il lanificio di Montemurlo ha risposto all’appello di Première Vision con un doppio stand, uno dei quali dedicato alla linea “Sportsystem” e collocato in un’area specifica della fiera. Sport e fashion vanno sempre più a braccetto in casa Pontetorto tanto che nell’ultimo anno il fatturato della divisione sportsystem è aumentato del 30%. «Produciamo il pile da 34 anni - racconta Luigi Banci di Pontetorto - La novità è uno stand dedicato: ormai il mondo del fashion incontra sempre più l’abbigliamento sportivo».
Di avvio di fiera “fiacco” parla anche Uberto Ciatti di Inseta che sfoggia una famiglia di fluidi con velluti a coste, realizzati con 100% di cupro nero. L’imprenditore punta il dito contro un’organizzazione dei saloni «senza regole», dopo Milano, Monaco e le fiere degli agenti. «Troppe, spalmate su tutta la stagione. Più si anticipa, più si dà al mercato la possibilità di trovare alternative nei prezzi. Ed è un continuo rincorrersi quando le pezze campione per l’inverno arrivano sempre all’ultimo minuto».
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