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Consorzio Detox, settembre da leoni

Consorzio Detox, settembre da leoni

A Milano e a Parigi due occasioni per rilanciare il progetto rivolto alle aziende che puntano alla moda sostenibile

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PRATO.In questo settembre ovunque si parli di moda, la parola d’ordine è sostenibilità. Ne è promotore il Consorzio Detox, nato dalla collaborazione delle imprese manifatturiere del settore con Greenpeace.. Alla vigilia della settimana della moda di Milano sono molti gli eventi in programma che vedono le aziende del Consorzio Detox testimoni del vero cambiamento in atto.

Dopo la messa in onda dell’inchiesta Panni Sporchi di Presa diretta di Rai3, dove si è parlato dell’impatto ambientale del settore, è apparso ancora più evidente come il percorso da fare sia ancora lungo, ma le testimonianze positive delle aziende appartenenti al Consorzio Detox, sono un segnale che qualcosa di concreto è stato fatto.

Un esempio sono i tessuti provenienti da cicli di lavorazione sostenibili di alcune aziende del Consorzio inseriti nel progetto A New Awareness di Sara Maino, che oggi verrà presentato a Milano in 10 Corso Como.

Di grande rilievo internazionale la testimonianza dell’esperienza italiana del Consorzio Detox che sarà portata a Parigi durante Premiere Vision, fiera di riferimento per tutto il settore moda, nell'ambito delle iniziative sulla sostenibilità promosse dalla fiera (Parigi 18 settembre, ore 16).

“Prato, from the circular economy to the responsible innovation” sarà il titolo dell’incontro che gli organizzatori hanno deciso di dedicare all’esperienza del distretto di Prato, dal quale è partito il progetto Detox delle aziende manifatturiere del settore.

«L'evoluzione della sensibilità per i temi ambientali ha fatto sì che la vocazione di Prato per il riutilizzo delle fibre, di lana in particolare, un tempo considerata poco prestigiosa, sia diventata straordinariamente di tendenza», dichiara Andrea Cavicchi, presidente del Consorzio Detox e della sezione Sistema moda di Confindustria Toscana nord. «Non a caso proprio a Prato è nata la collaborazione delle imprese con Greenpeace e il consorzio Detox, dimostrando che una moda più pulita è possibile e che bisogna continuare a lavorare in maniera seria ed efficace in questa direzione».

Ad oggi sono ottanta le aziende impegnate per una moda libera da sostanze tossiche tra cui case dell’alta moda, dell’abbigliamento sportivo e numerose aziende tessili, che rappresentano il quindici per cento della produzione mondiale dell’abbigliamento in termini di fatturato. Di queste sessanta sono italiane, a conferma del grande impegno delle imprese del settore tessile-abbigliamento italiano. —

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