Il Tirreno

Prato

la guerra del lavoro 

Panificio, l’Ispettorato dà ragione al Si Cobas

Maria Lardara
I sindacalisti e i lavoratori pachistani davanti al Panificio Toscano
◗
I sindacalisti e i lavoratori pachistani davanti al Panificio Toscano

I sindacalisti esultano davanti ai cancelli della fabbrica: «Riconosciuta l’attività industriale, Cgil e Uil da che parte stanno?» 

3 MINUTI DI LETTURA





prato. Panificio industriale o artigianale? Per l’Ispettorato del lavoro, nel caso del Panificio Toscano, se ne può discutere. Basta che non sia «un espediente per riconoscere livelli retributivi più bassi». È la vigilia di Ferragosto quando l’ispettore Filippo Paccosi riporta questo passaggio, a pagina 4 del verbale di accertamento. È il passaggio chiave, quello che dà senso alla lotta sindacale intrapresa dal sindacato Si Cobas da più di un anno. Mesi di scioperi, picchetti, tavoli in Prefettura. In ballo c’è l’inquadramento contrattuale di 140 lavoratori e il loro trattamento economico. . Dopo quasi un anno di accertamenti, l’Ispettorato ha stabilito che l’attività svolta ha natura industriale e non artigianale. Non solo: dito puntato contro i livelli retributivi “mascherati”, con 37 casi accertati di quarti livelli del Ccnl Panificatori Federpanificatori che, in realtà, sarebbero dei secondi livelli traducendosi in salari più bassi. Su 16 lavoratori che si sono presentati all’incontro con l’ispettorato, dieci non erano in regola e, nei loro confronti, viene riconosciuto un livello superiore.

«La relazione dell’ispettorato – commentano Sarah Caudiero e Luca Toscano del Si Cobas ai cancelli del Panificio – ci dà ragione su tutta la linea sconfessando gli altri sindacati che non hanno mai sposato la nostra battaglia. Chiediamo un tavolo di confronto con la proprietà e i sindacati confederali in modo da regolarizzare la posizione di tutti i lavoratori». L’Ispettorato ha anche sanzionato l’azienda con una multa di duemila euro per non aver applicato i livelli previsti dal contratto nazionale.

Altro tasto dolente è il riconoscimento della produzione industriale che, in termini contrattuali, è più vantaggioso per i lavoratori (si parla di una maggiorazione mensile dai 200 ai 400 euro in base all’anzianità). Fra le righe della relazione si legge che «è discutibile la qualificazione data dal Panificio Toscano del proprio processo produttivo come “artigianale”» e che «tale qualificazione potrebbe essere determinata esclusivamente da motivi di convenienza economica perché le retribuzioni degli operatori nel processo artigianale sono più basse».

La coppia Caudiero-Toscano si toglie qualche sassolino dalle scarpe appendendo davanti agli stabilimenti – proclamata ieri una giornata di sciopero – uno striscione così formulato: «Dopo un anno di lotta l’ispettorato ci dà ragione. Cgil e Uil da che parte stanno?».

Questa la replica del Panificio Toscano interpellato dal Tirreno: imminente un ricorso contro il verbale dell’Ispettorato. «Un atto istruttorio che può essere revocato dall’Ispettorato in autotutela, anche a seguito del ricorso che presenteremo. Verbale redatto a seguito delle dichiarazioni rese nella maggior parte dagli da iscritti al Sì Cobas, che sono stati poi beneficiari del parere oggetto di nuovo inquadramento. È lo stesso ispettorato che dichiara di essere incompetente per qualificare la natura industriale o artigianale della nostra attività produttiva, riservata alle parti sindacali, come si legge a pagina tre». —

Maria Lardara

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Il dolore

San Giuliano Terme, è morto Tiziano Taccola: storico dirigente socialista

di Redazione Pisa