Il Tirreno

Prato

Revocato l'incarico a Giuseppe Bartolini responsabile del BuzziLab

Giuseppe Bartolini responsabile del Laboratorio del Buzzi di Prato
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Giuseppe Bartolini responsabile del Laboratorio del Buzzi di Prato

Prato, decisione del preside dell'istituto pratese in relazione alla sospensione dell'attività del laboratorio. Incontro tra i sindacati e i vertici dell'ufficio scolastico provinciale per fare chiarezza sul futuro del laboratorio

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PRATO. Revocato dal preside Alessandro Marinelli dell'istituto Buzzi  l'incarico di responsabile del BuzziLab a Giuseppe Bartolini che si è congedato con tutti coloro che avevano collaborato col laboratorio. Bartolini resta però dipendente dell'istituto. Intanto continuano ad arrivare reazioni alla recente decisione del preside Marinelli di sospendere per tre mesi l'attività del laboratorio di analisi. Mercoledì 11 c'è stato un incontro all'ufficio scolastico provinciale di Firenze su iniziativa delle sigle sindacali.

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"In questi giorni abbiamo visto il susseguirsi di notizie su giornali e cronache locali e nazionali - affermano i sindacati - sulla sorte del Laboratorio denominato BuzziLab inserito all’interno dell’omonimo storico Istituto cittadino e oggetto di una sospensione tecnica delle attività operata dal nuovo dirigente scolastico di concerto con l’Ufficio Scolastico Regionale. “Una decisione un po' burocratica" (come è stata definita recentemente in una nota trasmissione televisiva) che ha destato stupore e preoccupazione nelle imprese e nel territorio tutto. L’urgenza è quella di non provocare un danno alla competitività di tutto il distretto tessile in ambito nazionale e oltre.

Come organizzazione sindacale non possiamo essere insensibili a queste vicende che hanno riflessi che riguardano non soltanto il profilo sindacale della salvaguardia dei diritti delle varie professionalità presenti all’interno della struttura, ma anche la ferma volontà di preservare un patrimonio che ha origini storiche di più di cento anni e che è profondamente radicato nella società e nella cultura del nostro territorio.

Abbiamo perciò chiesto un  incontro urgente con l’Ufficio scolastico Regionale per  confrontarci sulla situazione e sulle possibili soluzioni. L’incontro si è svolto nella mattinata c/o i locali dell’USR di via Mannelli a Firenze. All’incontro erano presenti per  la Cgil il segretario della CdL di Prato Alessandro Fabbrizi , la segretaria della FLC Cgil Prato Filomena Di Santo, Mirko Lami della Segreteria Regionale Cgil Toscana e Daniele Monticelli per la FLC Toscana. Per l’Amministrazione erano presenti il direttore dell’USR Toscana Mario Pellecchia e il dirigente dell’Ufficio Fabio Pagliazzi.

L’incontro è stata l’occasione per fare un po’ di chiarezza sulla dinamica degli eventi  intercorsi al BuzziLab e sulle ragioni che avrebbero indotto l’Ufficio ha questa sospensione." Abbiamo rappresentato all’amministrazione - ha fatto sapere il sindacato -  le preoccupazioni e i timori della nostra organizzazione per una soluzione che non sia quanto mai tempestiva e  immediata delle sorti del Laboratorio. Abbiamo però fortemente sottolineato che qualunque soluzione si andrà a concretizzare debba essere sempre tenuto conto il profilo e il carattere “pubblico” che ha caratterizzato la Governance del Laboratorio nell’istituto Buzzi fin qui e che costituisce un esempio eccellente di integrazione ed interazione tra il mondo della Conoscenza e della Ricerca Scientifica e quello dell’Impresa e della Produzione Industriale". "L’amministrazione - conclude la nota della Cgil - ha ribadito la volontà di ascoltare tutti gli attori che possono avere un ruolo in questa vicenda senza escluderne alcuno e la disponibilità a ripristinare le condizioni di operatività del Laboratorio un attimo dopo che si sia trovato la forma giuridica più consona. Al direttore Pellecchia e all’amministrazione abbiamo chiesto di non rendersi semplici e “meri esecutori” delle disposizioni e dei Regolamenti, ma di farsi interpreti moderni del ruolo di dirigenti pubblici capaci  anche di superare le rigidità della norma e di immaginare e proporre scenari innovativi".

 

 

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