Sicurezza
Carmignano, omaggio agli Etruschi di Artimino
Sabato e domenica la terza edizione della festa che rievoca gli usi e costumi dei primi abitanti delle colline sulle quali ora sorge il paese
prato. Coniugare leggerezza e rigore scientifico in un fine settimana che vuole essere alla fine una festa di piazza non è semplice. A Comeana ci provano, per il terzo anno consecutivo, raccontando tra passeggiate, laboratori per bambini, rievocazioni e spettacoli, in mezzo agli immancabili stand gastronomici di circoli ed associazioni del paese, chi erano gli Etruschi: soprattutto chi erano gli Etruschi di Artimino, ricchi commercianti e raffinati principi, che a Prato Rosello e poi a Comeana, lungo la via per Quinto, Gonfienti e l’Appennino, hanno chiuso ventisette secoli fa nelle loro tombe incensieri in bucchero, coppe in cristallo e avori di fattura orientale, sigillati come in uno scrigno fino a quando negli anni Sessanta non sono stati scoperti. L’appuntamento con la “Festa Etrusca” è sabato 14 e domenica 15 settembre: nell’oliveto attorno al tumulo di Montefortini a Comeana. L’organizza ancora una volta l’assessorato alla cultura e al turismo del Comune, con il contributo del Consiglio regionale della Toscana, con la disponibilità del Polo museale toscano. «L’obiettivo è coinvolgere il più vasto pubblico e soprattutto i giovani» racconta il sindaco Edoardo Prestanti. Così è nata tre anni questa festa. «Ma senza mai scendere nella banalità, attenti alla ricostruzione puntuale di quella che è stata la cultura etrusca» assicura. «Con iniziative di livello basate su studi seri e professionali» gli fa eco l’assessore Stella Spinelli. Ecco così la ricostruzione del villaggio etrusco. Ecco la rievocazione della sfida dell’atleta, di un matrimonio o di una spettacolo di danza. Non solo folclore, precisano gli organizzatori. E poi i laboratori sulla tessitura e la pittura etrusca con i bambini. Nei due giorni, dalle tre del pomeriggio, si potranno anche straordinariamente visitare le due tombe di Montefortini. Ci si iscrive allo stand del gruppo archeologico. Fu il medico condotto del paese, Giuseppe Borgioli, il primo a pensare che quella collinetta alta ottanta metri nel mezzo del paese, coperta da un fitto bosco di querce secolari, fosse una po’ strana rispetto al terreno pianeggiante attorno. Era il 1965. Segnalò il sospetto al funzionario della soprintendenza Francesco Nicosia e gli scavi compiuti l’estate dell’anno dopo dimostrarono che aveva visto giusto. Il 14 e 15 settembre si potrà con una guida essere accompagnati anche laddove, sopra il cimitero del paese, c’era un tempo la tomba di Boschetti, poi spianata dagli aratri nei secoli. Un terzo tumulo, secondo alcuni, si trovava sotto la fattoria Calavria, poco distante. Domenica mattina alle 11 si potrà invece partecipare alla passeggiata a Prato Rosello, la necropoli nel bosco tra Artimino e Poggio alla Malva. Anche in questo caso la partecipazione è gratuita, ma occorre prenotarsi entro mezzogiorno di venerdì telefonando allo 055-8718124 oppure scrivendo a paroarcheologico@comune.carmignano.po.it. —
Walter Fortini
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