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Prato

l’evento 

Meno sbandieratori e più cavalli al Corteggio che ha riempito il centro

Azelio Biagioni
Meno sbandieratori e più cavalli al Corteggio che ha riempito il centro

In forse per il maltempo, è stata l’ultima edizione del cerimoniere Giancarlo Calamai, che da oggi è in pensione

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PRATO. Alla fine il pericolo pioggia è stato scongiurato e il Corteggio storico si è svolto come da programma. L’acqua caduta in mattinata non ha reso possibile svolgere all’aperto la cerimonia della consegna dei ceri da parte dell’amministrazione comunale alla cappella della sacra cintola al termine del Pontificale del nuovo vescovo Giovanni Nerbini.

Quest’anno il corteggio storico è iniziato prima del solito per cercare di terminare con i fuochi di artificio entro la mezzanotte. Ecco, quindi, che alle 19, 30 i rintocchi della campana di palazzo Pretorio segnano l’uscita dal municipio del sindaco che si dirige verso piazza San Francesco dove confluiscono i gruppi partecipanti a questa 52ª edizione. Un’edizione particolare quella targata 2019: è la prima che vede alla guida della diocesi il nuovo vescovo ed è l’ultimo Corteggio organizzato dal cerimoniere del Comune Giancarlo Calamai che da oggi è ufficialmente in pensione. Da cerimoniere, Calamai ha organizzato 17 corteggi storici e a lui si deve l’idea, nel 2007, di spostare il corteggio dal pomeriggio alla sera per permettere una più larga partecipazione di persone e per rendere il tutto più coreografico. Come sempre tanta partecipazione all’evento più importante per la città. Ci sono i rappresentanti delle varie istituzioni a cominciare dal sindaco Matteo Biffoni e il presidente della Provincia Francesco Puggelli, poi i Comuni del territorio pratese e le rappresentanze di quelli gemellati con Prato, oltre alla Regione. E tanti sono i figuranti in costume che hanno sfilato lungo le vie del centro storico: da San Francesco il corteggio si è diretto verso piazza San Marco, poi via Mazzini, via Garibaldi e poi da dietro la Cattedrale verso via Magnolfi per poi percorrere via Cavallotti, quindi immettendosi in via del Serraglio e giungere in piazza Duomo da largo Carducci. Per scelta in questa edizione ci sono stati meno sbandieratori. Ma quelli invitati hanno dato prova della loro abilità e bravura come il gruppo di Viterbo e quelli della Giostra del Saracino di Arezzo. Girandole di colori in aria, con le bandiere lanciate a formare piroette prima di tornare nelle mani degli sbandieratori. C’è il gruppo di Valmarina che spicca per i toni bianchi e azzurri, poi quello di Cortona. Fra i figuranti ci sono tanti giovani e poi anche alcuni bambini. Curati gli abiti così come le acconciature delle donne. Termina il corteo l’esibizione dei trampolieri e poi il gruppo della scuola di equitazione “La Querce” di Montemurlo con cinque maestosi cavalli. Il clou in piazza Duomo con l’Ostenzione della Sacra Cintola e lo spettacolo dei fuochi d’artificio. —

Azelio Biagioni

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