Sicurezza
Stop per tre mesi al laboratorio del Buzzi: troppa attività conto terzi
La sospensione dell'attività è stata sollecitata dall'Ufficio scolastico provinciale e sarà in vigore fino al 2 dicembre
PRATO. L'ultimo sollecito è giunto dall’Ufficio scolastico regionale alla vigilia di Ferragosto. Ma evidentemente è caduto nel vuoto e la “patata bollente” è piombata sulla scrivania del nuovo preside del Buzzi, insediatosi da tre giorni. E’ una circolare datata 2 settembre, firmata dal neo dirigente Alessandro Marinelli, a decretare lo stop temporaneo del prestigioso laboratorio del Buzzi, da tanti anni a servizio dell’industria tessile con le sue analisi e test per il controllo di qualità sui tessuti e accessori moda.
Un vero e proprio terremoto per il distretto visti i rapporti che il BuzziLab intreccia con i più importanti marchi della moda (uno di questi è il gruppo Kering). Il neo dirigente subentrato a Erminio Serniotti andato in pensione, in realtà, s’è avvalso del potere della sospensione amministrativa “in autotutela” per tre mesi. E dunque stop a tutte le attività «svolte a vario titolo da personale interno e altri soggetti non dipendenti», come si legge fra le righe della circolare. Un atto obbligato e necessario a regolarizzare la posizione del BuzziLab, che al momento non si configura come un soggetto giuridico a sé stante. In pratica, secondo la tesi dell'Ufficio scolastico regionale, l'attività del laboratorio del Buzzi per conto terzi sarebbe diventata preponderante rispetto a quella a servizio della scuola, che invece avrebbe dovuto essere quella principale.
«Occorre trovare il percorso giusto per regolarizzare lo status giuridico del laboratorio. Ho dovuto prendere una decisione improcrastinabile alla mia entrata in servizio - spiega Marinelli - Ma la volontà è quella di trovare una rapida soluzione per far ripartire presto con l’attività del laboratorio coinvolgendo tutti i soggetti istituzionali e privati interessati, se possibile prima del 2 dicembre. Proprio ieri (3 settembre, ndr) ho avuto un colloquio con il rappresentante di Confindustria Andrea Cavicchi e domani (5 settembre, ndr) incontrerò il sindaco Biffoni».
Fra le ipotesi, l’inquadramento del BuzziLab in una società partecipata o in una Fondazione. Intanto Marinelli incontrerà martedì prossimo i vertici di una multinazionale farmaceutica per valutare eventuali partnership. La sospensione amministrativa ha effetto anche sui contratti che il BuzziLab – dove lavorano 30 tecnici di laboratorio - aveva sottoscritto con clienti. Fra le righe della circolare che impone lo stop delle attività, si fa riferimento in premessa al decreto interministeriale numero 129 del 2018 sul nuovo regolamento di contabilità delle scuole. L’esigenza di un cambiamento, insomma, era nell’aria da tempo visti i cambiamenti normativi e considerando la massiccia mole di lavoro per il laboratorio, incompatibile con la sua natura giuridica. Resta così il danno per un centro unico, posto all’interno di un istituto scolastico pubblico ma che s’interfaccia con i più importanti marchi di moda che ricorrono al BuzziLab per certificare la qualità delle produzioni. Alcuni clienti disorientati, avvertiti ieri della chiusura temporanea, hanno cercato di rivolgersi subito ad altri centri d’analisi per far testare i loro campioni ed eseguire i necessari controlli di qualità.
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