Il dolore
È morto a 46 anni il prof-chef che insegnava al Datini
Da qualche anno inserito nel progetto “Made in Italy”, Alessandro Baiamonte era molto stimato e benvoluto. I ricordi del preside e degli studenti dell’istituto
PRATO. Un ricordo profondo è quello che gli hanno lasciato tre ex alunni di quinta. Tre pasticceri freschi di diploma, con la vita davanti e il cuore gonfio di dolore. Pasticceri come lui, l’amato prof siciliano venuto a mancare improvvisamente domenica primo settembre. «Quello che siamo lo dobbiamo a te», è uno dei messaggi d’affetto lasciati sul libro della Misericordia, all’ingresso della camera ardente. Il prof che se n’è andato si chiamava Alessandro Baiamonte, aveva 46 anni ed era un’istituzione all’istituto alberghiero Datini. Uno che conosceva la scuola alberghiera come le sue tasche.
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Perché quando vent’anni fa nacque l’indirizzo alberghiero, ai tempi della storica dirigenza di Paganelli, Baiamonte era un giovane chef originario di Palermo che si stava facendo strada nel mondo dell’insegnamento, pronto a insegnare i segreti del mestiere alle nuove generazioni di cuochi e pasticceri. Ne dipinge un ritratto il preside Daniele Santagati. «Ci ha lasciato un grande professionista, un docente molto motivato che sapeva coinvolgere e appassionare i suoi studenti. Il professor Baiamonte aveva seguito a lungo il progetto “Made in Italy” per far conoscere le specialità culinarie italiane nel mondo, portando il nome del Datini in Vietnam, Cina e Thailandia. Una grave perdita per il nostro istituto e tutta la comunità scolastica pratese».
Il Datini sta già pensando a un’iniziativa per ricordare il professore di pasticceria. Un inizio d’anno scolastico segnato da dolore e lutto, nell’istituto di via Reggiana dove Baiamonte era una presenza costante. «Era un collega leale, un amico sincero – ricordano alcuni docenti - Ci mancherà tanto». I suoi alunni lo amavano e temevano allo stesso tempo. Non l’hanno lasciato solo nemmeno nel giorno del funerale, ieri pomeriggio alla pieve di Santa Maria a Colonica.
«Mi ha insegnato molto e mi ha fatto appassionare al mio lavoro ancora di più», scrive un ex allievo sulla pagina Facebook dell’istituto Datini su cui spuntano decine di messaggi di cordoglio verso il professor Baiamonte. «Cuoco magnifico», è il ricordo di un altro ex studente. Una professoressa vicina a lui lo ricorda come «un apparente burbero dal cuore d’oro». Una figura indimenticabile, come i suoi dolci tipici della pasticceria siciliana con cui prendeva per la gola i colleghi e le colleghe. I suoi cannoli e le sue cassate avevano una marcia in più, grazie al tocco personale del prof Baiamonte. Come tutti gli anni, lo chef era stato chiamato nella giuria di “Dolce Chiostro” a Vernio, la manifestazione che incorona la pasticceria amatoriale: la premiazione s’è svolta sabato scorso nel giardino di palazzo Bardi senza il docente che all'ultimo aveva mandato una persona per sostituirlo.
E per lui lunedì pomeriggio, durante la cerimonia di premiazione dei diplomati più bravi, il presidente della Provincia Francesco Puggelli ha chiesto a tutti i presenti di osservare un momento di silenzio. Fra i neo diplomati festeggiati al giardino Buonamici, anche un ragazzo che Baiamonte aveva portato alla maturità.
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