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Dopo il rock e il rap tocca alla Camerata: va in scena “Bohemian Rhapsody”

Azelio Biagioni
Dopo il rock e il rap tocca alla Camerata: va in scena “Bohemian Rhapsody”

Questa sera, mercoledì4, in piazza del Duomo il ritorno dell’orchestra pratese con la celebre sinfonia n. 9 di Antonin Dvorák

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PRATO. Torna, come ogni anno a settembre, l’appuntamento con la grande musica della Camerata strumentale. Questa sera, mercoledì 4, alle ore 21,30 l’orchestra di Prato va in scena con “Bohemian Rhapsody”. L’appuntamento è in piazza Duomo con ingresso libero fino ad esaurimento posti che per questa occasione saranno tutti a sedere. Quindi oltre alle tribune saranno collocate delle sedie nella piazza davanti al palco. Per la serata nell’ambito di “Settembre. Prato è spettacolo” edizione 2019, la Camerata strumentale porta in centro storico "Bohemian Rhapsody", concerto che prende ispirazione dai prati e dai boschi di Boemia come il titolo di un poema sinfonico di Smetana.

Questo il programma: Antonin Dvorák Danze slave op. 46: n. 8 in Sol minore, Bedrich Smetana da La sposa venduta: Aria di Marenka, Antonin Dvorák da Rusalka: Canzone alla luna «Mesícku na nebi hlubokém», Antonin Dvorák Sinfonia n. 9 in mi minore op. 95 «Dal nuovo mondo». Le danze slave di Dvorak apriranno la serata, seguite dalle arie tratte da due delle opere boeme più amate: La sposa venduta di Smetana e Rusalka di Dvorak. Sulle altre, la Sinfonia n. 9 in mi minore composta da Dvorak durante il suo soggiorno negli Stati Uniti, considerata universalmente la pietra di paragone di tutta l’esperienza musicale colta della musica americana nel XX secolo. Un ponte tra due continenti che esalta il fascino della frontiera americana. Dirige la Camerata il maestro Jonathan Webb e ci sarà la partecipazione del soprano Elizaveta Martirosyan.

E in questi giorni alcuni orchestrali della Camerata hanno suonato nelle due date in Italia che hanno segnato il ritorno dopo anni di assenza di Mike Patton. Il cantante statunientese è stato, infatto, accompagnato dai violinisti della Camerata sia a Prato nel concerto in piazza Duomo sia a Milano (2 settembre) con il suo "Mondo cane". L’Orchestra Camerata strumentale'Città di Prato è nata nel gennaio del 1998 da un’idea di Riccardo Muti, che l’ha diretta in diverse occasioni.

Fin dalla fondazione ha in Alberto Batisti il suo direttore artistico. Dal 1998 al 2014 ha avuto come direttore musicale Alessandro Pinzauti col quale l’Orchestra si è fatta conoscere e ha costruito il suo ampio repertorio. Dal 2014 il direttore musicale è Jonathan Webb. Per molti anni l’Orchestra ha avuto in Piero Bellugi una figura di riferimento artistico: l’ultimo concerto del grande direttore è stato proprio con la Camerata strumentale nel gennaio del 2012. Un particolare rapporto di affetto è stato costruito negli anni con Bruno Bartoletti, che è salito in più occasioni sul podio della Camerata. Il repertorio dell’Orchestra spazia dal Barocco al Novecento.

Fra gli altri direttori con cui ha collaborato, figurano i nomi di Roberto Abbado, Antonello Allemandi, Antonio Ballista, Filippo Maria Bressan, Enrico Bronzi, Marzio Conti, il pratese Lorenzo Fratini (maestro del coro del Maggio musicale fiorentino), Gary Graden, Michael Güttler, Murray Perahia, Luca Pfaff, Günter Pichler, Gabor Takács-Nágy e Franco Rossi che scelse la giovane Orchestra pratese per il suo debutto direttoriale. Tanti sono stati i solisti che hanno suonato con la Camerata in diversi concerti.

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