Il Tirreno

Prato

stasera il brindisi nel salone apollo  

La nascita de L’Avvenire

A.F.
La nascita de L’Avvenire

Il primo settembre del 1899 si tenne la prima  adunanza pubblica Un libro rievoca  la storia dell’associazione

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PRATO. Era il 23 agosto del 1899, 120 anni fa. Prato si avvicinava al Novecento con la crescita dei movimenti operai e dei piccoli artigiani, di quei calzolai , tessitori e sarti che furono parte importante nello sviluppo delle idee socialiste e progressiste. Dieci nomi su tutti: Alfredo Targetti, Mariano Corsani, Carlo Pierotti, Gino Cavaciocchi, Giovanni Grazzini, Giovacchino Papi, Giuseppe Cintolesi , Brunetto Giorgi, Vittorio Vannucchi e Felice Vinattieri. Da qui, da questo primo gruppo, nacque l’idea di fondare una società di pubblica assistenza, organizzando per prima cosa una adunanza popolare per il 1 settembre nelle stanze del Partito popolare in piazza del Duomo, alla quale parteciparono un centinaio di cittadini. Nacque così “L’Avvenire” a Prato, simboleggiando nel nome il protagonismo crescente dei ceti popolani nella società e nella vita pratese. Dopo un mese, la Pubblica Assistenza aveva già cinquecento associati. I temi importanti erano quelli sostanziali nella vita delle persone meno abbienti, la cura nella malattia, l’igiene pubblica, la formazione sanitaria, l’assistenza, il trasporto verso i nosocomi, il mutualismo e la laicità crescenti, il darsi una mano in una rete di persone tenute fino ad allora distanti dall’autorevolezza sociale. Insomma, era l’alba, proprio come dice il nome “L’Avvenire”, della ricerca di realizzare un mondo migliore e comunitario, di condivisione e afflato ideale. Questo settembre, tutto pratese, sarà anche il mese dei festeggiamenti dei 120 anni dell’associazione, un nome importante per Prato che simboleggia ormai in maniera ultracentenaria l’affermazione della laicità come guida di questo valore alla città e in tutte quelle parti dell’Italia, e non solo, nelle quali i militi della “Pubblica” intervengono ancora oggi. Partono i festeggiamenti, iniziando proprio stasera alle 20 con un aperitivo buffet nel Salone Apollo per tutti i volontari che, ciascuno a suo modo, prestano servizio nella sede di via San Jacopo e nelle tante sezioni della provincia. Seguiranno poi altri eventi, come la presentazione di un nuovo libro proprio su questi primi 120 anni dopo le pubblicazioni di anni fa di Franco Riccomini e di Alessio Alessi. Un testo scritto e coordinato da Annalisa Marchi, infaticabile autrice di ricerche di storia locale e presidente del Cdse di Vaiano. Un testo diviso fra storia documentaria (di cui pubblichiamo alcune foto), fonti, e memorialistica che, redatto con il contributo di più autori pratesi, riparte dal primo Novecento arrivando fino all'attualità dei giorni nostri. Ai giorni in cui, l’associazione pratese accoglie qualsiasi persona senza distinzione di religione, di razza o di pensiero, ma che condivida, però, come dicono nella sede di via San Jacopo, il principio inequivocabile che «non fu degno di nascere chi visse sol per sé». —

A.F.

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