Il Tirreno

Prato

FIRENZE

Invalido sbaglia il bottone del parcheggio e deve pagare 587 euro

Pasquale Petrella
L'ingresso del parcheggio sotterraneo della stazione di Santa Maria Novella a Firenze
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L'ingresso del parcheggio sotterraneo della stazione di Santa Maria Novella a Firenze

Amara sorpresa per un pratese, invalido al 100 per cento, che aveva lasciato l’auto alla stazione ferroviaria di Firenze

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PRATO. Finalmente una vacanza di una settimana, dopo mesi di sofferenze e cure. Finalmente una manciata di giorni senza pensare ai problemi e agli affanni quotidiani in una rovente Prato. Ma tanto appagante e serena è stata la vacanza quanto crudele e infernale è diventato il ritorno con la macchinetta all’uscita dal parcheggio sotterraneo della stazione ferroviaria di Santa Maria Novella a Firenze che per alzare la sbarra chiedeva un pagamento di 587 euro. Una cifra esorbitante per il cinquantottenne pratese Gianluigi, invalido al 100 per cento, che invece era sicuro di aver diritto al parcheggio gratuito proprio in virtù della sua condizione. E personale sgarbato e arrogante.

«Sapevamo di multe inflitte a disabili, pur in possesso di regolare permesso di handicap – scrive Gianluigi alla direzione della Firenze Parcheggi – E per questo io e mia moglie abbiamo cercato di seguire tutte le istruzioni per fare un parcheggio regolare. Abbiamo evitato la corsia Telepass ( pur possedendolo) e sulla colonnina abbiamo premuto il tasto ove era sopra contrassegnato la simbologia che, secondo noi, era quello giusto”. Invece evidentemente non lo era e così al ritorno, dopo aver inserito lo scontrino, anziché vedersi alzare la sbarra si sono visti richiedere il pagamento di 587 euro. «Citofoniamo per chiedere spiegazioni – continua la lettera - e un signore assolutamente arrogante e indisponibile ci risponde: questo è il regolamento. Ce l’avete 587 euro? Altrimenti lasciate la macchina e andate a piedi».

Un confronto che Gianluigi definisce non solo sgarbato ma anche arrogante e ingiustificabile. «Anche se avessimo sbagliato eravamo pronti a dimostrare che eravamo in regola e volevamo cercare una soluzione perché non abbiamo e non avremo mai una simile cifra» continua Gianluigi nella lettera, dove dichiara di percepire una pensione di 289 euro mensili per la sua invalidità al 100%. “A me non importa se è un invalido, non voglio mica essere licenziato per lei, questo è il regolamento” avrebbe risposto al citofono l’impiegato della Firenze Parcheggi. Così Gianluigi e la moglie lasciano l’auto nel parcheggio e si recano negli uffici amministrativi dove però vengono di fatto respinti da un impiegato, che dice di non avere tempo per loro, e riescono ad avere aiuto solo da una guardia giurata che “molto gentilmente ci aiuta a compilare il modello di debito».

«Contattato il solito addetto al citofono che ci obbliga a firmare il modello con il ricatto di lasciare la macchina e tornare a piedi. Io non volevo firmare che mi dichiaravo di essere debitore ma riconoscendo l’errore materiale (premere un tasto non giusto) essendo lì presente e avendo titolo di non pagare il parcheggio, trovare una soluzione e di poterci relazionare in maniera civile – e così Gianluigi conclude con le sue osservazioni – 1. Il regolamento e le indicazioni per i portatori di handicap non sono assolutamente chiare; 2. Il personale è indisponente e non rispettoso; 3. La prassi del riconoscimento in entrata è giusta, ma la punizione inferta a chi fa un semplice errore per un tasto sbagliato, deve poter accedere a soluzioni umane e ragionevoli».

Un anno fa la cronaca si era occupata di un fatto analogo: una disabile di Firenze si era vista multare di 1400 euro. In quella circostanza Firenze Parcheggi spiegò come funziona il sistema dei parcheggi per i disabili. «Secondo la legge vigente, il diritto al parcheggio gratuito, da parte dei portatori di handicap, non è un diritto assoluto, ma determinato dalla disponibilità degli appositi stalli liberi presenti nella struttura, terminati i quali all’utente è richiesto comunque il regolare pagamento del ticket. Per venire incontro all’utenza, Firenze Parcheggi ha previsto nel parcheggio Firenze Santa Maria Novella, un numero maggiore di stalli riservati ai disabili, rispetto a quelli previsti dalla legge (sono 17 su un totale di 590, ovvero 5 in più). Inoltre la procedura di accesso alle strutture - si conclude - è estremamente semplice, ed è stata concordata con la Consulta dei disabili del Comune di Firenze, per evitare possibili anomalie dei così detti “furbetti”, tanto che ad oggi solo lo 0,25% dell’utenza non la segue nel modo corretto».

Gianluigi è quindi capitato – secondo la Firenze Parcheggi - in quella piccola percentuale dello 0,25% di utenti che commettono l’errore. Ma come l’azienda si era preparata ad andare incontro alla disabile fiorentina, poi non più necessario perché pagò la cifra per intero, adesso il cinquantottenne pratese spera di vedere accolta la sua richiesta. «Vi comunico che non posso pagare tale somma in quanto sono invalido al 100%, percepisco una pensione di 289 euro mensili e sono disoccupato».



 

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