Toscana
Donna chiama la polizia e fa arrestare il marito violento
Lunedì sera ha raccontato la sua storia in Questura e poi nel corso della notte ha chiamato il 113 facendo scattare le manette
prato. Lunedì sera ha trovato la forza di andare a denunciare il marito in Questura e ieri poco prima dell’alba lo ha fatto arrestare con l’accusa di maltrattamenti in famiglia e tentata violenza sessuale. Violenze avvenute anche sotto gli occhi del figlio minore.
In manette è finito un cinese di 34 anni in seguito alla denuncia della moglie di 30 anni. La donna lunedì sera si era presentata in Questura raccontando il suo calvario, fatto di botte e maltrattamenti psicologici. Una situazione che le era divenuta intollerabile e alla quale aveva deciso di dare un taglio. Per procedere all’arresto, però, sarebbero servite indagini della polizia e un’ordinanza di custodia firmata dal gip. Oppure, com’è accaduto nel suo caso, la flagranza del reato.
Nel corso della notte la donna ha chiamato la polizia raccontando di essere stata nuovamente picchiata dal marito e gli agenti delle volanti hanno arrestato l’uomo in flagranza. La notizia di reato è stata trasmessa al sostituto procuratore Gianpaolo Mocetti e presto l’arrestato comparirà davanti al gip per la convalida del fermo. Al momento è rinchiuso in una cella della casa circondariale della Dogaia. La donna ha detto di aver portato in Cina il figlio, dai nonni materni, perché aveva paura che gli potesse succedere qualcosa di male.
Si tratta di uno dei primi casi di applicazione del “codice rosso”, la legge che dallo scorso 9 agosto ha inasprito le pene della violenza di genere e ha accelerato i tempi delle indagini.
Dall’inizio dell’anno sono stati oltre 250 i procedimenti per questo tipo di reati (maltrattamenti, atti persecutori e altro) avviati dalla Procura di Prato. In pratica una quarantina di casi ogni mese, che una volta su due si traducono in provvedimenti cautelari, dal divieto di avvicinamento all’arresto.
Di questi fascicoli si occupa il gruppo specializzato nei reati contro le fasce deboli, istituito dal procuratore Giuseppe Nicolosi e di cui fa parte il sostituto procuratore Laura Canovai. — P.N.
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