Il Tirreno

Prato

Rossana resta a casa, Regione e Comune al lavoro per trovare una soluzione

Alessandro Formichella
La signora Rossana Stella nel suo alloggio popolare (foto Batavia)
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La signora Rossana Stella nel suo alloggio popolare (foto Batavia)

La signora Stella non lascerà il suo alloggio popolare fino al 5 ottobre nella speranza che sia bloccata la disdetta

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PRATO. Per adesso è tutto congelato, almeno fino al prossimo 5 ottobre. I 60 giorni previsti dalla lettera di sfratto del comune di Prato con la quale si intima a Rossana Stella, dipendente Asl con a carico un figlio affetto da gravi disabilità, di lasciare l’alloggio popolare della Epp a San Giusto, regolarmente assegnato anni fa, per aver sforato l’Isee, sono partiti il 5 agosto scorso. . «Ma intanto nei prossimi giorni presentiamo ricorso al Tribunale di Prato a tutela della signora Rossana e del figlio e ricorso alla legge regionale 2 del 2019», chiarisce subito l’avvocato Michele Giacco che segue la vicenda. Al centro di tutto, l’acquisto di un camper al di sopra degli 80 Kw di potenza (quello della signora Rossana ne ha 96 kw) con un finanziamento diretto di 25mila euro più altri soldi messi da parte, avvenuto alcuni anni fa per affrontare proprio la disabilità del figlio, un ragazzone di 27 anni alto 1, 90 ma affetto da una forma importante di autismo, forma grave della sindrome di Asperger, e di epilessia. Il camper serviva e serve proprio a questo, a poter portare Luigi a giro in vacanza qualche giorno, «non essendo fattibile alcun’altra alternativa, dopo aver provato di tutto in tutti questi anni che seguo mio figlio. Luigi è iperattivo, se accade ad esempio che prende la febbre oltre i 38 gradi subentra spesso anche l’epilessia, una situazione troppo complessa da spiegare solo con le parole», dice la madre Rossana, 53 anni, dipendente dell’Asl Toscana centro e per alcuni anni anche in comando alla Procura di Prato.

La vicenda balzata alla cronaca in questi giorni, in realtà è dovuta alla Legge regionale 2 del 2019 che prevede, tra le altre cose, che l’assegnazione di una casa pubblica ad affitto calmierato venga revocata, anche in modo retroattivo, qualora il conduttore sia proprietario di beni mobili, proprio come il suo camper, superiori agli 80 kw di potenza. «L’acquisto del camper lo feci nel 2015 sperimentando dei suggerimenti medici per cercare di portare qualche giorno in vacanza il ragazzo e dare anche a me la possibilità di qualche momento diverso. Garantisco che solo con questo mezzo il ragazzo resiste a spostamenti o a luoghi diversi dalla sua abitazione, in altro modo l’agitazione psicomotoria si trasforma in una cosa ancora più critica», spiega la madre.

Il Comune di Prato, però, la legge regionale 2 del 2019 l’ha presa alla lettera, e ha inviato la diffida per il rilascio a Rossana Stella: sforato l’Isee, lasciare l’abitazione assegnata entro 60 giorno dal 5 agosto scorso. «Situazione complessa dovuta alla legge della Regione – ha precisato Luigi Biancalani, vicesindaco con delega ai servizi sociali e alla Società della salute di cui è presidente – mi sono sentito con gli uffici della regione per capire come muoverci a salvaguardia di una situazione che vede diversi fattori di complessità». Venerdì mattina l’avvocato Michele Giacco si è incontrato con il vicesindaco Luigi Biancalani, un colloquio collaborativo «dal quale mi aspetto un esito positivo dell’intera vicenda e che la signora Rossana e il figlio restino nell’abitazione dove adesso vivono» ha detto il legale.

«Ci sono diversi fattori sui quali stabilire il procedimento amministrativo, ma primo fra tutti che la signora non poteva conoscere, del tutto ignara, cosa sarebbe stata una legge regionale promulgata successivamente all’acquisto del camper. In settimana prima di Ferragosto deposito il ricorso al Tribunale di Prato, e questo per tutelare la famiglia, madre e figlio», precisa ancora l’avvocato Michele Giacco.

In ferie in questi giorni di agosto l’assessore regionale Vincenzo Ceccarelli, assessore competente alla gestione dell’edilizia pubblica, dagli uffici regionali hanno precisato che la Legge regionale 2 del 2019 all’articolo 38 comma 5 dà la possibilità di sospendere il provvedimento. «Il Comune ha possibilità di sospendere il provvedimento di decadenza» rispondono agli uffici dell’assessore Ceccarelli «e con giusta motivazione il provvedimento può non essere applicato per un tempo plausibile alla motivazione stessa». La questione di Rossana Stella torna, quindi, in capo al Comune di Prato e come precisano in Regione «in questi giorni c’è un confronto fra i nostri uffici e l’ufficio legale del comune di Prato proprio per vedere come applicare la norma in senso di tutela delle persone e non dare lo sfratto di fronte ad una situazione di questo tipo», precisano dal palazzo regionale di via di Novoli. «È la possibilità che stiamo valutando con il nostro ufficio legale», ha confermato anche il vicesindaco Luigi Biancalani. Ma intanto per Rossana Stella il “fulmine a ciel sereno” arrivato per raccomandata il 5 agosto, agita ancora di più una situazione di per sé impegnativa.


 

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