La protesta
Rapinarono donna incinta, presi tre finti carabinieri
Prato, il 3 maggio si presentarono alla porta della moglie di un imprenditore. Dissero di dover fare una perquisizione. I malviventi incastrati dalla telecamera
PRATO. Hanno aspettato il ritorno del compagno della donna per entrare in azione, mentre in casa lei era insieme ad un amico, che poi ha fatto da interprete conoscendo meglio l’italiano. Poi si sono presentati fuori dalla porta vestiti da carabinieri. Hanno detto che erano lì per eseguire una perquisizione domiciliare e, una volta entrati, hanno tirato fuori una pistola. Mentre uno dei tre teneva l’arma puntata minacciando la donna, peraltro incinta, i complici rovistavano nelle stanze della casa, dove hanno trovato circa 11mila euro. I tre banditi si sono dileguati, ma non avevano fatto i conti con la telecamera a circuito interno che la coppia cinese ha allestito nell’abitazione.
La rapina è avvenuta in un’abitazione di via Ugo Foscolo, nella zona dell’ospedale Santo Stefano, il 3 maggio scorso. E grazie ai filmati, a distanza di tre mesi i carabinieri del Nucleo investigativo di Prato sono riusciti a rintracciare i tre malviventi, che dall’altro ieri sono finiti nel carcere di Poggioreale a Napoli dopo l’ordinanza firmata dal gip Pallini. Si tratta di tre campani di Afragola, tutti con precedenti penali: Michele Langella Esposito (60 anni), Giuseppe Riano di 33 anni e Antonio D'Avino di 38. L’arresto è stato eseguito dai carabinieri di Castello di Cisterna e dalla Compagnia di Casoria.
Tornando alla rapina, i due giovani imprenditori cinesi intorno alle 19.15 del 3 maggio si trovarono di fronte ai banditi, che inizialmente sembravano quattro. In quel momento in casa c’era la moglie dell’imprenditore cinese, che era fuori dall’Italia per un viaggio di lavoro, in stato avanzato di gravidanza. I tre si erano fatti aprire mostrando le pettorine con la scritta carabinieri. Uno di loro aveva pure una paletta del tipo in uso all’Arma. Divise e accessori del tutto verosimili agli originali che i carabinieri stanno cercando di capire da dove possano provvenire. Ma la donna non parla molto bene l’italiano e ha chiamato un conoscente per farsi tradurre quello che dicevano i tre.
A questo punto i falsi carabinieri hanno gettato la maschera e si sono mostrati per quello che erano, cioè malviventi. Hanno anche tirato fuori una pistola e con questa hanno minacciato la donna e il suo conoscente, costringendoli a consegnare tutto il denaro contante presente nell’abitazione, circa 11mila euro in contanti. A quel punto si sono allontanati intimando ai due di non dare l’allarme.
La moglie se l’è vista brutta, tanto che, per la paura, ha accusato un malore per il quale è stata condotta al pronto soccorso da un’ambulanza del 118. Ma per fortuna non ha avuto conseguenze per la sua gravidanza. Non risulta che i tre arrestati abbiano commesso altri colpi simili, ma furti e truffe a domicilio indossando la divisa, anche dei carabinieri, sono all’ordine del giorno. In un caso recente nella zona finti carabinieri hanno rapinato una coppia e gli autori della rapina sono stati arrestati nei giorni scorsi. Nel caso della rapina alla coppa cinese, non c’è dubbio che la nazionalità e anche il fatto che spesso i cinesi tengono molti soldi in contanti in casa, devono aver pesato sulla scelta delle vittime da parte dei banditi.
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