Gioco
Stalking e maltrattamenti, aperto un fascicolo al giorno
I dati allarmanti della Procura di Prato alla vigilia dell’entrata in vigore del “codice rosso”. Nel 2018 oltre 500 procedimenti, ma spesso le vittime ritirano la denuncia
PRATO. Nei primi sette mesi dell’anno la Procura di Prato ha aperto 252 fascicoli per reati di maltrattamento, stalking e violenza sessuale. La media fa venire i brividi: più di un procedimento ogni giorno. Nello stesso periodo dello scorso anno i faciscoli aperti furono anche di più, 300, ma a fine anno il dato si stabilizzò in 509. La Procura ritiene che anche quest’anno ci attesteremo intorno a questo numero. E per ogni due procedimenti che vengono aperti c’è una misura cautelare: arresto, divieto di avvicinamento, obbligo di allontanamento.
I dati sono stati diffusi dal procuratore capo Giuseppe Nicolosi e dal sostituto procuratore Laura Canovai – coordinatrice del pool anti-violenza costituitosi all’interno della Procura di Prato e di cui fanno parte anche i sostituti Carolina Dini, Valentina Cosci e Massimo Petrocchi – alla vigilia dell’entrata in vigore del cosiddetto “codice rosso”, il decreto del governo approvato a luglio che rinforza le misure per tutelare le vittime di violenza domestica e di genere. Va detto che, come sottolineano Nicolosi e Canovai, il numero dei procedimenti non corrisponde a quello delle denunce e, soprattutto è molto inferiore ai processi che effettivamente vanno a buon fine. Le stesse misure messe in atto, da quella cautelare al divieto di avvicinamento alla vittima da parte dello stalker o di chi ha commesso una violenza fino all’obbligo di allontamento, non coincidono col numero di procedimenti. «La materia è delicata e difficile da gestire per vari fattori – dice Nicolosi – E il vero problema in molti casi diventa la gestione della persona offesa. Spesso le denunce vengono ritirate dalla vittima. Dopo i racconti iniziali enfatizzati dalla situazione a caldo la vittima in alcuni casi fa marcia indietro. La difficoltà permane anche se per questi reati si va avanti d’ufficio anche in caso di ritrattamento, ma la Procura si trova ad avere le armi spuntate nel prosieguo del procedimento». L’altro aspetto sottolineato da Nicolosi è che maltrattamenti e violenze avvengono spesso in assenza di testimoni.
Codice rosso. La legge 69 introduce una serie di novità, non solo nel senso di un generalizzato inasprimento delle pene per combattere il dilagare di violenze, maltrattamenti e femminicidi, ma agisce sul’fattore tempo’come elemento determinante per scongiurare l’esito irreparabile che, ormai con cadenza quotidiana, viene riportato dalle cronache. Il pubblico ministero, entro 3 giorni dall’iscrizione della notizia di reato, assume informazioni dalla persona offesa o da chi ha denunciato i fatti di reato e nel caso scattano le indagini di polizia giudiziaria. «Una tempistica che noi rispettiamo già», tiene a precisare Nicolosi. Le norme in vigore che disciplinano il reato di violazione dei provvedimenti di allontanamento dalla casa familiare e del divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, vengono rafforzate e punite con la reclusione da sei mesi a tre anni per chiunque violi gli obblighi o i divieti previsti dall’autorità giudiziaria. La lotta al “revenge porn” è un altro aspetto innovativo della legge, che punisce chi realizza e diffonde immagini o video privati, sessualmente espliciti, senza il consenso delle persone rappresentate per danneggiarle a scopo di vendetta o di rivalsa personale. Punito anche chi “condivide” le immagini on line.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
