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NOTTI D'AGOSTO

Vini, musica e giochi. Quasi duemila presenze alla prima serata del “Calici di stelle”

Walter Fortini
Vini, musica e giochi. Quasi duemila presenze alla prima serata del “Calici di stelle”

Venerdì 9 e sabato 10 l’appuntamento si replica alla Rocca di Carmignano. Gli astrofili raccontano il cielo e i sommelier dispensano curiosità 

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CARMIGNANO. Prima sera ed è stato subito assalto. In tanti hanno scalato sabato la Rocca di Carmignano per “Calici di stelle”. Armati di pazienza, in bus o a piedi: pronti anche a lasciare l’auto fin quasi a Santa Cristina a Mezzana. Alla fine sono stati mille e ottocento i biglietti staccati, raccontano alla Pro Loco alla fine di una serata che si è protratta fino alle una di notte: dunque poco meno di quelli dell’anno passato. Ma con ospiti e bambini (fino a dodici anni non si pagano i due euro di ingresso) sarebbero di più.

Ieri c’è stato il bis, poi venerdì 9 e sabato 10 agosto il gran finale. In Rocca anche quest’anno c’erano giovani e meno giovani, pratesi e fiorentini che si sono spostati sul Montalbano con l’idea di aggraziare il palato con un calice di Carmignano, ma anche turisti stranieri. E non per forza solo appassionati di vino. La forza dell’evento carmignanese, che nel 2019 festeggia venti anni, è infatti proprio quella di venire incontro a pubblici diversi. Ci sono gli astrofili a raccontare il cielo, con un telescopio puntato la notte scorsa prima su uno spicchio di Luna e poi su Saturno e i suoi anelli, a disposizione anche per ricalcolare il segno zodiacale di ciascuno, perché nei millenni la posizione della Terra rispetto alle costellazioni è cambiata.

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C’è l’esperto che ripercorre la storia della Rocca, contesa nel Medioevo tra Fiorentini e Pistoiesi. Ci sono i laboratori e giochi per bambini, frequentatissimi. C’è il panorama, con lo sguardo a dominare tutte le luci della piana. C’è la musica dal vivo, ogni sera un gruppo diverso. E dopo le trascinanti “Apple Party & The first ladies”, che sabato hanno ringiovanito armonie e sonorità degli anni ‘50 e ‘60, mentre sul palco ieri c’era Deborah Johnson, la figlia del cantante Wess accompagnata da Andrea Rosatelli, Paolo Iurich e Beppe Basile per un viaggio negli anni ‘60 e ‘70. Tutto compreso nei due euro di ingresso: si paga solo per bere e mangiare (sotto i gazebo ristoratori e produttori locali) ma si può anche non farlo.

Festa per tutti: anche per gli amici a quattro zampe, che non sono mancati. Ma i protagonisti chiaramente rimangono loro: le stelle cadenti (attese nei prossimi giorni) e i vini. C’è chi sceglie un fresco vin ruspo, c’è chi si avventura su un più strutturato riserva, chi media con un Barco Reale oppure devia su un supertuscan o un superlativo vinsanto. I sommelier dispensano curiosità e lo stesso fanno i produttori: tra loro sabato anche il notaio Pocaterra, romano di nascita e carmignanese per amore, famoso per le tante partecipazioni alle trasmissioni Rai. Il rosso Docg che il granduca Cosimo III dei Medici volle onorare nel 1716 della più antica Doc al mondo (quando le Doc ancora non esistevano) scorre nei calici dedicati quest’anno a Leonardo da Vinci, che a Bacchereto veniva a trovare la nonna. Allora il vino di Carmignano era diverso. Poi è arrivata Caterina dei Medici e il cabernet, trapiantato dalla Francia, si unì con il sangiovese. Un matrimonio che continua ancora oggi.

 

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