Il Tirreno

Prato

«Lo sviluppo del Parco della Piana passa dalla rinascita delle Cascine di Tavola»

Alessandro Formichella
«Lo sviluppo del Parco della Piana passa dalla rinascita delle Cascine di Tavola»

Gli obiettivi dell’assessore Barberis e del presidente della Provincia Puggelli all’indomani dell’apertura dell’ex ponte Manetti

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PRATO. «Qui ci vogliono i vigili urbani per smistare il traffico», dice ironico e sorridente Francesco Puggelli, sindaco di Poggio a Caiano e presidente della Provincia. In effetti, verso il crepuscolo di una sera d’estate è tutto un via vai sull’ex ponte Manetti, riaperto con il suo restyling da pochi giorni. Gente di ogni età, dai più piccoli a coppie più anziane passando per gli amanti della mountain bike e del fitness, passeggia, si diverte, fa attività all’aperto fra il parco del Bargo e le Cascine di Tavola. Già in pochi giorni, è un ritorno all’ambiente di tante persone, lasciate le auto, le ore di lavoro in ufficio o in fabbrica e l’asfalto rovente d’agosto. Tira vento sull’Ombrone, e la passeggiata con il presidente della Provincia da un Comune all’altro, da Poggio a Prato e viceversa, refrigera il cammino sotto il sole agostano. «Per ora niente luci notturne, le accenderemo il 21 settembre con l’inaugurazione ufficiale. Verranno Enrico Rossi, il presidente della Regione e Vincenzo Ceccarelli, assessore regionale, e verranno da Firenze con un tandem in bici», confessa Francesco Puggelli mentre cammina sull’argine dell’oasi WWF che costeggia l’Ombrone e si avvicina alle Cascine di Tavola.

La scritta “Parco della Piana” sul lato del ponte nel comune di Poggio a Caiano manda un messaggio chiaro: «Questo è il parco della piana, uno dei suoi punti di accesso– continua il sindaco e presidente di Provincia – stiamo facendo un lavoro straordinario che ha bisogno, però, di molto altro. Questo deve essere solo l’inizio per dare il meglio per queste centinaia di ettari fra le Cascine di Tavola e il Parco del Bargo, basta vedere quanta gente c’è che passeggia adesso o viene in bici. Con il recupero della Fattoria medicea, quest’area naturalistica e ambientale ha un potenziale straordinario. Ci dobbiamo lavorare, credendoci, mai allentare la presa».

Puggelli non nasconde di pensare in modo serio allo sviluppo turistico dell’area collegato con l’enogastronomia, «è una chiave vincente, guardiamo che bellezza c’è qui intorno fra il ponte, la Fattoria medicea, il Bargo, le Cascine e la Villa di Poggio, senza pensare al vino della docg di Carmignano. Ma dobbiamo andare più spediti e veloci nei progetti e negli obiettivi».

La Provincia, però, non ha più competenze sul turismo e lo sviluppo economico, e può fare solo da sollecitatore. Gli edifici della Fattoria medicea, che già si intravedono da lontano, acquistati al costo complessivo di 1 milione e seicentomila euro oltre un anno fa dall’imprenditore pratese Marco Ciottoli, appaiono ripuliti da sterpaglie e accumuli di inerti, ma lì ancora c’è da pensare al progetto definitivo da presentare poi alla Sovrintendenza per le autorizzazioni e il rispetto dei vincoli. Altro problema sentito da tempo dai cittadini e solo da poco messo sul tavolo con l’interpellanza del capogruppo di FdI Claudio Belgiorno in consiglio comunale, capire come mai i cani non possano entrare nell’area delle Cascine di Tavola. Tutta l’area fra le Cascine e il parco del Bargo è zona Anpil (area naturale protetta di interesse locale), e una buona parte della zona umida fra via Bogaia e comune di Poggio a Caiano, verso l’Oasi apistica, è area protetta WWF. Il divieto di ingresso per i cani riguarda solo le Cascine di Tavola.

«Qui la competenza è solo del comune di Prato – precisa il presidente della Provincia – non c’è alcun divieto nella parte del ponte ex Manetti sebbene i cani debbano essere sempre al guinzaglio».

Sulla questione dei regolamenti di ingresso per gli amici a quattro zampe nelle Cascine si sta interessando anche il neo presidente del consiglio comunale Gabriele Alberti, che ha sollecitato la discussione ai primi di settembre in commissione consiliare. In effetti, la questione, alla luce anche delle recenti leggi nazionali in materia, appare una forte anomalia.

«Abbiamo fatto diversi studi con le Facoltà di Architettura e Agraria e abbiamo un master plan sulle Cascine di Tavola. Le Cascine sono il caposaldo delParco della Piana. I progetti da attuare nei prossimi anni sono molti, come il recupero e restauro della fattoria medicea, la filiera corta agricola, il recupero e la selezione botanica, la valorizzazione della biodiversità, la messa in corso delle gore, di nuovo fruibili, la riapertura della casa del “Caciaio. È importante che il network con tutta l’area dei comuni medicei, Poggio a Caiano in primis, Carmignano e Prato sia in stretto collegamento», dice Valerio Barberis, assessore all’ambiente che proprio di questo grande capitolo dell’amministrazione si dovrà occupare nei prossimi cinque anni. Ma alla fine il tema torna sui conti e sui costi . «Per dare forza e concretezza ai tanti progetti ci vogliono investimenti privati e neppure piccoli – prosegue Valerio Barberis – ci vogliono milioni di euro. Vedo con piacere che Marco Ciottoli con la Fattoria medicea si sta dando da fare impegnandosi molto. La strada è questa». E di nuovo si torna a parlare di turismo sostenibile, enogastronomico, naturalistico. «La collaborazione sempre più stretta fra il comune di Poggio a Caiano e quello di Prato può dare grandi risultati. Dobbiamo proseguire su questa strada» dice camminando Francesco Puggelli. Sull’ex ponte Manetti, la scritta del 1833 è quasi un monito: “Vis unita fortior”, ossia “nell’unità la virtù ha più forza”. —

Alessandro Formichella

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di Redazione web