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LA STORIA 

Da Prato a Lido a piedi «per sfidare la vita ordinaria»

Cesare Bonifazi
Da Prato a Lido a piedi «per sfidare la vita ordinaria»

Un pratese di 31 anni ha deciso di andare al mare senza usare nessun mezzo «Mi sono allenato 4 mesi perché avevo deciso di compiere questa traversata»

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Non c’è niente di più ripetitivo della routine. Una settimana in azienda, poi arriva il sabato, si prende la macchina, si va verso il mare. Il traffico per andare, il traffico per tornare. A volte ci si sente stretti.

Così per spezzare la quotidianità qualcuno ogni tanto decide di compiere una piccola impresa, una sfida con se stesso che però impiega molta preparazione atletica e uno sforzo mentale e fisico non da poco.

Autore di una di queste piccole imprese è Luigi Santi, 31 anni, titolare di un’impresa tessile pratese che ha deciso di mettersi gambe in spalla, è il caso di dirlo, e di percorrere la distanza che separa Prato da Lido di Camaiore, in Versilia, completamente a piedi. Ottantacinque chilometri fatti nell’arco di una sola giornata. Si può definire quasi un modo alternativo di andare al mare, quando si ha un po’ di tempo e molta voglia di superare i propri limiti.

«Da quando sono piccolo vado in vacanza a Lido - racconta Santi al Tirreno - i miei ricordi di bimbo sono legati a quella spiaggia e, anche da adulto, continuo ad andare al mare nella casa che abbiamo in Versilia. Quello di andare al mare a piedi è sempre stato il mio sogno. Adesso si è realizzato».

Ma per arrivare a questo traguardo è stata necessaria una lunga preparazione: «Mi sono allenato quattro mesi per riuscire a compiere la traversata - continua - ho cominciato con piccole passeggiate. Poi sempre più lunghe: sono arrivato anche a Massa da Lido di Camaiore. Ho allenato le gambe e la zona addominale, fino a che, qualche giorno fa, ho deciso di essere abbastanza pronto e ho provato».

L’idea di Santi è nata da un sogno: voleva realizzarlo qualche anno fa ma poi, dopo anni di sport, si era fermato a causa del matrimonio, del lavoro, dei figli. Ha poi deciso di rispolverare quell’orizzonte e sono ripresi gli allenamenti. Nella notte tra venerdì e sabato è partita l’impresa.

«Sono uscito di casa a mezzanotte di sabato e sono arrivato all’incirca alle nove della sera - racconta - in tutto ho percorso circa 85 chilometri. I primi sessanta tra Prato e Lucca dalla mezzanotte alle nove circa del mattino. Lì ho deciso di riposarmi per evitare il caldo soffocante delle ore di punta. Sono ripartito intorno alle quattro e sono arrivato la sera. È stato liberatorio: era una sfida con me stesso. Qualcuno forse non era sicuro che ci sarei riuscito. Eppure, quando sono arrivato al ristorante La Risacca dai miei amici, sono stato accolto con grande affetto. Ero stanco morto - conclude - ma è stata una esperienza bellissima». —



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