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cronaca

Accordo alla Superlativa: regolarizzati i lavoratori in sciopero

I lavoratori in sciopero davanti alla tintoria Superlativa

Il sindacato Si Cobas annuncia un'intesa con la proprietà cinese: dopo un mese di agitazione i titolari accettano di applicare il contratto di lavoro nazionale


05 agosto 2019


PRATO. Dopo un mese di sciopero è stato raggiunto un accordo per la regolarizzazione dei lavoratori alla Superlativa di via Inghirami. Ne dà notizia il sindacato Si Cobas, che ha promosso l'agitazione degli operai, quasi tutti pachistani. "Si tratta di un nuovo importante passo nella direzione dell'affermazione dei diritti e della dignità del lavoro nel distretto tessile" commenta il sindacato.

"L'accordo inaugura un percorso di regolarizzazione e stabilizzazione dei 32 lavoratori iscritti al Si Cobas - spiega ancora il Si Cobas - Il percorso dovrà concludersi entro il prossimo febbraio 2020, ovvero alla ripresa della nuova “stagione”. 18 lavoratori lavoreranno da subito in piena applicazione del contratto nazionale di lavoro e delle normative per quanto riguarda straordinari, riposo, malattia, ferie e permessi. Nove contratti verranno da subito trasformati a sei ore ed altri nove a quattro ore. Entro febbraio avverrà la trasformazione alle otto ore giornaliere".

I restanti 14 lavoratori, ovvero gli “stagionali”, che hanno lavorato dai 20 giorni ai 4 mesi senza contratto presso la Superlativa si vedranno riconosciuta una somma economica dai 2.000 ai 4.000 euro netti a titolo di indennizzo. Per loro l'accordo sottoscrive inoltre l'impegno dell'azienda alla regolare assunzione e stabilizzazione entro il temine del febbraio 2020.

"Chi continua a pensare che la lotta allo sfruttamento nel distretto sia solo un fatto di controlli e multe e non di sindacalizzazione dei lavoratori e di vertenza - commenta ancora il sindacato - ha un nuovo fatto su cui riflettere, dopo i risultati raggiunti alla DL e alla Fada. La Questura, che anche in questo caso aveva deciso di rispondere a manganellate alle proteste dei lavoratori, dovrebbe provare quanto meno imbarazzo di fronte all'emersione del lavoro nero e della conseguente evasione fiscale e contributiva ottenuta grazie alla lotta dei lavoratori. E' bene ricordare come il risultato sia stato raggiunto solo dopo 31 giorni di sciopero ininterrotto. Si tende a pensare che lo sciopero sia un arma spuntata, ma probabilmente bisogna solo sapere come usarla".

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