Il Tirreno

Prato

domani i funerali 

Morto Daniele Paolieri, un calvario infinito

Fabrizia Prota
Morto Daniele Paolieri, un calvario infinito

Il giovane giornalista pratese venne investito da un’auto nel 2003 e per 16 anni la sua vita è rimasta attaccata a un filo

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Lutto nel mondo del giornalismo pratese. È scomparso la notte tra lunedì 29 e martedì scorso Daniele Paolieri, giornalista de La Spola e collaboratore per diversi anni de La Nazione. Paolieri, 51 anni, se n'è andato a 16 anni da quel fatale 20 gennaio 2003, quando poco prima delle 20, uscendo dalla redazione de La Spola, all'epoca in via dei Fossi nel Macrolotto, fu travolto da un'auto. Aveva solo 35 anni. In seguito all’incidente fu costretto in uno stato di semi incoscienza dal quale purtroppo non è mai uscito, nonostante le cure dei medici e le attenzioni della famiglia, originaria de La Pietà (è stato in cura in vari centri specializzati in Italia e all’estero). Paolieri aveva cominciato a collaborare con la redazione pratese de La Nazione nei primi anni ‘90, poco più che ventenne. Era poi passato al settimanale del tessile La Spola, fondato nel ‘97, fin dai suoi albori. La sua carriera, come la sua vita, è poi rimasta “congelata” a quel maledetto istante del 2003, quando l’impatto stroncò in un attimo il futuro di un promettente giornalista. «Daniele era un grande giornalista e una grande persona – racconta Matteo Parigi Bini, fondatore del Gruppo Editoriale, casa editrice de La Spola –. Era nato per fare il giornalista, ce l’aveva nel dna. Nonostante fosse giovane, era stimato da tutti. È stato il nostro primo giornalista di punta e con la sua professionalità e il suo garbo ha contribuito al successo de La Spola e della casa editrice. Era il nostro futuro. La sua è stata una grave mancanza, difficile da colmare». Al tempo dell’incidente Paolieri svolgeva il praticantato per diventare giornalista professionista ed aveva passato al primo tentativo l’esame scritto. Poi la tragedia. «Ero andato via dalla redazione mezz’ora prima di lui – continua Parigi Bini –. Poi mi chiamò il proprietario dello stabile per dirmi che c’era stato un incidente. Era Daniele. Si capì subito che era una cosa molto grave. Sembra ieri che facevamo le 3 di notte in redazione e insieme abbiamo fatto anche i viaggi più belli. Io, il mio socio Alex Vittorio Lana e tutti noi di Gruppo Editoriale ci stringiamo attorno alla sua famiglia». «Credo di essere stata una delle ultime persone che ti ha sentito quella sera, prima dell’incidente – ricorda su Facebook la collega Michela Tassi –. Ti chiamai in redazione e tu mi dicesti: “Adesso devo scappare, sentiamoci domani”. Non ci volevo credere quando mi dissero cosa era successo». «Era una persona sempre col sorriso sulle labbra – ricorda Umberto Mormile, all’epoca collega a La Spola –. Quello che successe ci colpì tutti in maniera molto forte. Daniele è stato un ottimo professionista ma lo ricordo con affetto anche perché era un ragazzo d’oro, sempre disponibile». La salma è esposta alla Misericordia, i funerali saranno celebrati la mattina di domani alla chiesa de La Pietà. —

Fabrizia Prota



Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Sicurezza

Massa, tre rapine in due ore in centro: arrestati due giovanissimi

di Redazione Massa