Sicurezza
La Regione chiede aiuto all’Europa e al Governo
FIRENZE. Un intervento in sede europea e una richiesta al Mise affinché intervenga per il cambio della normativa in tema di agevolazioni alle imprese grosse consumatrici di energia. In particolare la richiesta riguarda il distretto pratese.
Questi i passi compiuti nei giorni scorsi dalla Regione che sul tema degli energivori, in accordo con il Comune di Prato e le categorie economiche del distretto pratese, ha risposto alla ‘Consultazione mirata per la valutazione degli orientamenti sugli aiuti di Stato per la protezione dell'ambiente e l'energia 2014 -2020 (EEAG)' lanciata dalla Commissione Europea per chiedere a Stati, Regioni e soggetti economici come dovrebbe essere modificata l'attuale sistema degli incentivi, e inviato una lettera al Ministro Di Maio chiedendo un incontro dedicato al tema del costo dell'energia.
L'abbattimento dei costi di produzione infatti diventa un elemento competitivo rispetto a paesi a basso costo di manodopera e quello dell'energia, che per le imprese è sempre più un fattore competitivo in un mercato globale sopratutto rispetto a settori e paesi che prevedono compensazioni o agevolazioni alle imprese energivore.
«La Regione come il Comune di Prato e gli imprenditori interessati - spiegano gli assessori alle attività produttive Stefano Ciuoffo e all'ambiente e energia Federica Fratoni - hanno formalmente posto all'attenzione della Commissione la necessità di un intervento a sostegno del settore manifatturiero del nostro Paese in riferimento alle piccole e medie imprese grandi consumatrici di energia elettrica, segnalando un vuoto che va a discapito del settore tessile che in Toscana rappresenta un elemento importante del tessuto produttivo».
Come è noto, infatti, la Commissione europea nel 2014 ha varato un sistema di aiuti fondato su tre parametri: consumo minimo di un gigawatt/ore annuo, intensità di scambi commerciali e intensità energetica. Sulla base delle combinazioni di questi parametri sono state individuate le lavorazioni del processo produttivo ammesse ai vari tipi di benefici.
L'Italia ha recepito queste indicazioni nel 2017 con la riforma degli energivori e da subito, sia attraverso il Governo che le associazioni di categoria, ha chiesto delle integrazioni.
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