Sicurezza
Giacomelli: «Servono le regole per le primarie di coalizione»
A dieci mesi dal rinnovo del consiglio regionale e dall’elezione diretta del presidente all’interno del Partito democratico ci si interroga sulla strada da scegliere
PRATO. Qualcuno nicchia, glissa, ci ripensa, qualcun altro va al cuore della questione senza tentennamenti. Gli esponenti del Pd pratese, a dieci mesi circa dal rinnovo del consiglio regionale toscano e all’elezione diretta del presidente della Regione, si dividono, fra chi chiede più tempo per pensarci e ripensarci e chi, mano alla politica d’esperienza, va a cogliere subito la questione nella sua interezza e complessità; fare o non fare le primarie di coalizione ? La geografia politica della Toscana sta cambiando; anche a Prato alle ultime elezioni europee il centro destra è balzato in avanti superando il centrosinistra e il problema «vero – secondo Nicola Ciolini, consigliere regionale dei democratici – non sarà tanto quello di fare delle primarie, ma quello di avere capacità politica per ricreare un tessuto elettorale di consenso vero». Problemi mica da poco, quelli in casa non solo del Pd ma di tutto il centrosinistra pratese e toscano, se si considera che la campagna elettorale anche delle ultime elezioni amministrative con la vittoria di Matteo Biffoni, ha evidenziato che i “satelliti “ del centro sinistra non sono poi così forti e con il vento in poppa. Insomma, o c’è il Partito democratico come fulcro che raccoglie consensi o altrimenti sembra difficile far emergere altre realtà politiche significative nel centrosinistra. Anche a Prato è così, leggendo i dati elettorali. Per Antonio Napolitano, pratese e tesoriere del Pd regionale, «la discussione su primarie o meno verrà fatta in direzione regionale proprio in questi giorni prima di agosto. Non so, tutto da vedere e valutare a partire dall’idea di Nardella di trovare l’uomo forte e unitario oppure fare le primarie», deciso, invece, il senatore Antonello Giacomelli che non lascia dubbi a interpretazioni. «Prima che ci siano discussioni infinite e lacerarsi, ai primi di settembre dobbiamo mettere regole e condizioni per fare le primarie di coalizione. Anticipare i tempi, mettere regole sicure, chiarezza – dice l’ex sottosegretario al ministero dello sviluppo economico – e non ritrovarsi a combinazioni complesse. Certo, preferirei una candidatura unitaria e solida all’interno di tutta la coalizione di centrosinistra, ma se così non è , lo strumento delle primarie è uno strumento chiaro e utile». Attendista, invece, la consigliera regionale Ilaria Bugetti, fra le promotrici dell’ala zingarettiana, che non nasconde che il tema primarie, adesso, «sembra anticipare qualcosa che ancora non è molto comprensibile», dice. «Mi chiedo invece quale è il perimetro politico nel quale ci muoviamo come Partito democratico e centro sinistra toscani – commenta Ilaria Bugetti - vorrei che prima si parlasse della coalizione, dei programmi e dei progetti. Ai nomi penserei dopo, in un secondo momento con tutta la coalizione, ma se dovessi rispondere adesso primarie sì primarie no, non potrei dare un commento univoco». «Pensiamoci bene. Il centrosinistra, al di là dei buoni risultati nella tenuta delle città, in Toscana rincorre il centrodestra». conclude il consigliere regionale del Pd Ciolini. —
Alessandro Formichella
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