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Due stranieri arrestati per tentata estorsione

Paolo Nencioni
Due stranieri arrestati per tentata estorsione

A denunciarli sono stati due italiani che raccontano di aver dato un passaggio a perfetti sconosciuti, ma le storie non stanno in piedi e uno viene scarcerato

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prato. Mai dare un passaggio a uno sconosciuto, di notte, se non si è sicuri che si ha a che fare con una brava persona. Questa la morale che si può ricavare da due storie molto simili che si sono concluse con altrettanti arresti per tentata estorsione.

In manette sono finiti un marocchino di 24 anni e un guineano di 31.

Ma andiamo per ordine. La prima vicenda è accaduta venerdì notte tra Agliana e Prato. Qui, davanti a un bar di via Roma, una volante della polizia ha fermato alle 7,10 un marocchino di 24 anni per tentata estorsione ai danni di un italiano di 46 anni. Quest’ultimo ha raccontato di aver accompagnato al bar di via Roma un albanese conosciuto poco prima in una sala giochi di Agliana e che gli aveva chiesto un passaggio. Arrivati al bar, l’albanese ha incontrato il marocchino e lo ha aggredito, strappandogli il telefono cellulare. Il nordafricano, credendo, forse non a torto, che l’italiano fosse amico dell’albanese, gli ha preso le chiavi della macchina e gli ha detto che gliel’avrebbe riconsegnata solo dopo aver ricevuto 1.400 euro, il presunto valore del telefono cellulare. Dunque se n’è andato al volante dell’auto, l’ha parcheggiata lì vicino ed è salito in casa a lavarsi, perché era sporco di sangue. Più tardi ha chiamato al cellulare l’italiano (segno che evidentemente i due hanno avuto contatti anche in precedenza) e gli ha chiesto se avesse i soldi. L’altro ha risposto che era davanti al bar insieme ai poliziotti. Se il marocchino fosse stato davvero un estorsore, a questo punto sarebbe stato alla larga dal bar. Invece è tornato in via Roma e ha reso le chiavi dell’auto, raccontando alla polizia di essere stato rapinato dall’albanese. Di fronte a questa complicatissima dinamica i poliziotti hanno comunque arrestato il marocchino per tentata estorsione, ma quando la storia è stata raccontata al giudice in sede di convalida del fermo, alla presenza del difensore Luca Ancona, il giudice ha concluso che si è trattato di un esercizio arbitrario delle proprie ragioni e ha rimesso in libertà il marocchino.

La seconda vicenda è molto simile ed è accaduta nella notte tra sabato e domenica. Un pratese di 41 anni ha raccontato di essere stato minacciato da un guineano di 31 anni che aveva incontrato in piazza della Stazione. Ha detto di avergli dato un passaggio fino alla zona del Soccorso e qui, senza un particolare motivo, l’africano gli avrebbe intimato di consegnare 200 euro, altrimenti gli avrebbe danneggiato l’auto. Non avendo i soldi con sé, l’italiano gli ha proposto di andare insieme a prelevarli al Postamat di via Arcivescovo Martini e qui è riuscito a chiamare la polizia, che ha arrestato il guineano per tentata estorsione.

Due storie che, come appare evidente anche a chi non è del mestiere, non stanno in piedi né poco né punto. Non serve una grande fantasia per immaginare che dietro a entrambe le vicende ci siano storie di droga, dove gli stranieri sono i venditori e gli italiani i compratori forse non sempre solventi. Clienti che poi danno passaggi in auto a persone ufficialmente sconosciute fin quando non riescono a far intervenire le forze dell’ordine. —

Paolo Nencioni

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