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Tenta l'estorsione col "cavallo di ritorno" ma viene arrestato
Il nordafricano sarebbe stato derubato di un telefono cellulare da un giovane poi fuggito, per farselo restituire ha rubato l'auto a quello che riteneva l'amico del ladro cercando di farsi dare da quest'ultimo il controvalore in soldi del telefono
PRATO. Ruba l'auto al presunto amico del giovane che gli ha rubato il telefono cellulare e chiede millequattrocento euro (pari al valore del suo telefono cellulare rubato) per restituire l'auto. Il cosiddetto "cavallo di ritorno". Ma l'uomo chiama la polizia e lo fa arrestare per tentata estorsione.
E' accaduto sabato 28 luglio scorso poco dopo le 7 quando un equipaggio delle Volanti delal polizia di Prato veniva inviato in via Roma, nelle vicinanze di un bar, in zona ex Ippodromo, su richiesta di un quarantaseienne pratese che aveva denuncaito che un nordafricano si era impossessato delle chiavi della sua autovettura, si era allontanato a bordo della stessa chiedendogli nel contempo una somma di 1.400 euro per riavere il veicolo.
Sul posto gli agenti apprendevano dall’italiano che lo stesso, poco prima, aveva dato un passaggio ad un giovane albanese, conosciuto presso una sala giochi di Agliana (Pistoia), il quale gli aveva chiesto di portarlo a Prato, presso il bar di via Roma. Qui l’albanese, disceso dall’auto, aveva una colluttazione con un nordafricano, per poi darsi alla fuga, facendo perdere le proprie tracce. Il nordafricano, ritenendo che il pratese fosse un amico dell’albanese, si scagliava anche contro di lui, appropriandosi delle chiavi dell’auto, intimandogli di consegnare una somma pari a 1.400 euro, corrispondente al valore del suo telefono cellulare che affermava essergli stato sottratto dall’albanese, mettendo in moto il veicolo ed allontanandosi. Al loro arrivo gli agenti apprendevano dal pratese i particolari della vicenda, provvedendo poi a bloccare il nordafricano, nel frattempo ritornato sul posto. Identificato per un ventiquattrenne marocchino, in Italia irregolare, senza fissa dimora e annoverante precedenti di polizia, lo stesso veniva quindi tratto in arresto per il reato di tentata estorsione in danno del pratese, mentre l’auto veniva restituita a quest’ultimo in sede di formalizzazione di denuncia.
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