Attenzione
Dodicenne morta in piscina, sono sparite le immagini
Prato, una sfida a chi stava più tempo sott’acqua tra le ipotesi per spiegare il decesso
prato. Un gioco tra bambini finito in tragedia. È l’ipotesi più inquietante che emerge dalle indagini sulla morte di Sofia Bernkopf, vittima a 12 anni di un incidente nella piscina del bagno Texas a Marina di Pietrasanta. Al momento non ci sono conferme ufficiali da parte degli inquirenti: ma, secondo quanto si è potuto apprendere, potrebbe essere stato un gioco a chi stava più tempo sott’acqua all’origine di tutto. In quel frangente, infatti, Sofia potrebbe essere rimasta attaccata con i capelli al bocchettone della piscina idromassaggio. Senza riuscire più a liberarsi.. Nel frattempo la vicenda si arricchisce di un altro particolare su cui la Procura di Lucca sta facendo accertamenti. Le immagini dell’incidente, ripreso dalle telecamere del bagno Texas, sono sparite. Il decreto di sequestro delle immagini, che è stato notificato a 48 ore dall’accaduto, non ha avuto successo: i filmati non sarebbero più disponibili nella memoria della videosorveglianza, che è curata da un’agenzia di sicurezza di Roma. Non è chiaro quali siano state le giustificazioni addotte da chi gestisce l’impianto: fatto sta che sulla vicenda sarà aperto un ulteriore capitolo dell’inchiesta.
L’incidente è avvenuto sabato 13 al bagno Texas. La famiglia di Sofia, due dentisti con studi anche a Roma e Vicenza, era arrivata da Parma per trascorrere una giornata di svago in Versilia assieme alla piccola e al suo fratellino. Dopo le 16,30 è scattato l’allarme: la bambina, che stava giocando con dei coetanei, è rimasta sott’acqua. Sembra che per tirarla fuori dalla piscina idromassaggio sia stato necessario tagliarle i capelli, rimasti impigliati nel bocchettone. Ma com’è stato possibile? La piscina è alta 80 centimetri e si sta parlando di una bambina di 12 anni. Ecco perché gli inquirenti, Procura e Capitaneria di porto, stanno cercando di capire quale possa essere stata la causa di tutto questo. Sconfessata l’ipotesi del malore, non resta che l’incidente. Un incidente che possa essere stato originato, ovviamente in maniera del tutto involontaria, da un gioco tra bambini. Una prova di resistenza in apnea durante la quale i capelli della piccola Sofia potrebbero essere stati risucchiati dal bocchettone. Con un effetto tragico: è rimasta sott’acqua per un periodo sufficiente a far cessare il battito cardiaco. Sofia è spirata mercoledì dopo quattro giorni di lotta. Restano, come detto, ancora molti dubbi: anche l’autopsia non è riuscita a chiarire le cause del decesso. Nel frattempo i familiari, che hanno comunque ringraziato i medici per quello che hanno potuto fare, hanno dato l’ultimo saluto alla bimba lunedì scorso a Parma.
Per questa vicenda sono indagati i proprietari pratesi dello stabilimento Texas, Edo Cafissi, le sue due figlie Elisabetta e Simonetta e i rispettivi mariti Mario Marchi e Giampiero Livi. Più i due bagnini, Emanuele Fulceri di Viareggio e Thomas Bianchi di Camaiore. L’ipotesi di reato formulata dalla Procura di Lucca è omicidio colposo. —
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