Il Tirreno

Prato

ambiente 

Piante infestate dal tarlo asiatico Tagli nei giardini di via Baracca

Piante infestate dal tarlo asiatico Tagli nei giardini di via Baracca

Le operazioni per impedire la diffusione dell’insetto consistono nell’abbattere l’albero e distruggere il materiale legnoso. Il coleottero è inoffensivo per l’uomo 

2 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Torna, a distanza di cinque anni, l’allarme per l’infestazione del tarlo asiatico. Ieri è stato presentato l’intervento straordinario, secondo l’obbligo disposto dalla Regione Toscana, di taglio degli alberi nei giardini pubblici di via Baracca. Erano presenti l’assessore ai Giardini e alla Città Curata Cristina Sanzò, il responsabile del Verde di Consiag Servizi Marco Mucini e Damiano Bennati e l’ispettore fitosanitario Regione Toscana Paolo Marseglia e il tecnico fitosanitario di Prato e Pistoia della Regione Toscana Giovanni Vettori.

L’intervento è già cominciato ma l’abbattimento degli alberi contagiati inizierà lunedì 29 luglio. L’Anoplophora chinensis, conosciuto anche come tarlo asiatico, era già stato trovato nel 2014 a Galciana ed è un organismo pericoloso per le piante. Infatti per obbligo di legge, imposto dal Decreto Ministeriale 12 ottobre 2012 “Misure d’emergenza per impedire l’introduzione e la diffusione di Anaplophora chinensis (Forster) nel territorio della Repubblica italiana” , tutte le piante contagiate vanno abbattute. Le piante e gli arbusti infetti o posti nel raggio di 100 metri dagli alberi contagiati sono 46 e successivamente verranno sostituiti da 50 alberi resistenti al tarlo asiatico, l’amministrazione comunale per questo scopo intende avviare un percorso partecipativo per la progettazione del nuovo giardino. Le operazioni per impedire la diffusione dell’insetto consistono nell’abbattere l’albero e distruggere il materiale legnoso. Successivamente il ceppo che rimane verrà trattato con appositi prodotti e coperto con una retina in modo da poter controllare se l’insetto è stato debellato, a seguire ci saranno quattro anni di monitoraggio da parte della Regione Toscana.

«È una decisione dolorosa – ha dichiarato l’assessore Cristina Sanzò – ma non possiamo rischiare che l’infestazione di questo insetto si propaghi. È una prescrizione che dobbiamo seguire. Comunicheremo nel modo più efficace possibile le operazioni in programma e a settembre inizieremo un percorso partecipativo con i cittadini per progettare i nuovi giardini».

Il tarlo asiatico è un coleottero inoffensivo per l’uomo ma molto pericoloso per le piante perché le larve scavano profonde gallerie alla base del tronco e nelle radici per nutrirsi del legno e quando completano la metamorfosi gli adulti fuoriescono dal tronco provocando dei fori di uscita del diametro di 15mm. La conseguenza di questi danni è il deperimento della pianta. Le piante a rischio sono numerose, in modo particolare le specie arboree latifoglie, ad esempio: aceri, ippocastani, betulle, noccioli, faggi, platani, querce, salici, olmi e lagerstroemie ma possono essere attaccati anche arbusti molto comuni come: rose, rododendri, cotoneastri e laurocerasi in aggiunta alberi da frutto come meli e peri.

«Qui in Toscana abbiamo già avuto dei casi come ad esempio quello di Galciana nel 2014 e siamo riusciti a debellarlo», ha detto il tecnico fitosanitario di Prato e Pistoia della Regione Toscana Giovanni Vettori. —

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web