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haters nel mirino 

Offese al Pd su Facebook, in arrivo decine di denunce

Paolo Nencioni
Offese al Pd su Facebook, in arrivo decine di denunce

Le querele annunciate dal sindaco il 10 giugno non sono state ancora presentate ma saranno depositate in settimana, poi toccherà a quelle promosse dal partito

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PRATO. È passato più di un mese dallo scorso 10 giugno, quando il sindaco Matteo Biffoni, fresco di riconferma, si presentò davanti ai cronisti e confermò che aveva intenzione di querelare chi aveva offeso in maniera gratuita lui e i suoi familiari su Facebook durante la campagna elettorale. Il fatto che, trascorsi più di quaranta giorni, le querele non siano state ancora presentate ha fatto nascere il sospetto che anche stavolta, come accade spesso ai politici, la frase “darò mandato ai miei legali” si potesse tradurre in “minaccio ma non lo faccio”.

In realtà, stando a quanto trapela dall’entourage di Biffoni, le querele partiranno davvero. Saranno tre e verranno depositate mercoledì in Procura. Massimo riserbo sui destinatari delle accuse e sul contenuto dei messaggi, che però è facile immaginare per chi ha seguito un minimo la campagna elettorale sui social networks. L’avvocato Giuseppe Nicolosi, lo stesso che difende il sindaco nel processo sul crac del Creaf, è stato incaricato di procedere penalmente e negli atti che portarà a Palazzo di giustizia ci saranno gli screenshot dei messaggi offensivi postati su Facebook. Non è solo un dettaglio tecnico. Molti di quei messaggi, infatti, sono stati cancellati quando si è sparsa la voce che i loro autori potessero essere denunciati, ma il passo indietro non li mette al riparo. Tra l’altro la polizia postale avrebbe potuto recuperare facilmente i post cancellati.

Ma l’iniziativa del sindaco, se le cose andranno come promette il Partito democratico, potrebbe essere solo la punta dell’iceberg, perché sono decine, a sentire il tesoriere provinciale del Pd Filadelfo Spinella, le persone che saranno chiamate a rispondere in Tribunale di quanto hanno scritto sui social. «Stiamo ancora analizzando la documentazione e posso assicurare che presenteremo le querele - dice Spinella - È l’ora di finirla con questi leoni da tastiera che pensano di poter scrivere di tutto. Io posso esprimere liberamente la mia opinione, ma non posso offendere gratuitamente una persona o peggio diffamare».

Ne parla Spinella perché tocca a lui, in quanto tesoriere, firmare le querele di chi si ritiene che abbia offeso e diffamato il Pd di Prato. In queste settimane, insieme all’avvocato Nicola Maneschi, è stata analizzata la questione su chi fosse titolato a firmare le querele, se il tesoriere provinciale o quello nazionale. Perché se si trattava di presunte diffamazioni del Pd come partito nazionale le querele firmate dal tesoriere provinciale avrebbero rischiato di fare un buco nell’acqua. Dunque la federazione provinciale ha deciso di procedere solo nei casi in cui a essere diffamato (ma dovrà essere il giudice a deciderlo) sia stato il partito di Prato.

Sono decine, come detto, quelli che rischiano di ricevere un atto di citazione in giudizio. «Da ex cacciatore non pentito - scherza Spinella - mi pare come quando si andava a caccia di storni: si sparava nel mezzo e si era sicuri che qualcuno cascava». —

Paolo Nencioni

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