Proteste
Bambina morta in piscina l’autopsia non dà risposte
Serviranno altre analisi sui tessuti per capire come la dodicenne sia deceduta Tra i sette indagati ci sono anche cinque pratesi, titolari del bagno Texas
prato. È stata eseguita ieri mattina, all’ospedale Versilia di Lido di Camaiore, l’autopsia sul corpo di Sofia Bernkopf, la bimba di 12 anni morta mercoledì scorso all’ospedale di Massa dopo essere rimasta incastrata sott’acqua mentre faceva il bagno nella piscina idromassaggio del bagno Texas, a Marina di Pietrasanta. Ma saranno necessari ulteriori accertamenti per capire la causa del decesso della piccola.
Durante i soccorsi, infatti, è stata eseguita una rianimazione meccanica che ha alterato inevitabilmente i valori. Il medico legale Stefano Pierotti, incaricato dal sostituto procuratore di Lucca Salvatore Giannino, ha eseguito quindi tra le operazioni anche il prelievo di tessuti.
Intanto, proseguono le indagini della capitaneria di porto con l’audizione di vari testimoni e degli indagati, che sono sette. Sono i proprietari pratesi dello stabilimento, Edo Cafissi, le sue due figlie Elisabetta e Simonetta e i rispettivi mariti Mario Marchi e Giampiero Livi. Più i due bagnini, Emanuele Fulceri di Viareggio e Thomas Bianchi di Camaiore. L’ipotesi di reato è di omicidio colposo.
Gli accertamenti di Procura e Capitaneria di porto sono sui filmati delle telecamere, per capire cosa è successo, e sul funzionamento della piscina. L’ipotesi è che i capelli di Sofia siano rimasti incastrati nel bocchettone della piscina: una fatalità che l’ha portata all’annegamento.
Le piscine sono ancora sotto sequestro e sono oggetto di specifiche consulenze. Gli indagati, assistiti dagli avvocati Antonio Olmi e Massimiliano Palena, tra titolari del bagno e bagnini, hanno nominato dei propri consulenti di parte. –
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