Sicurezza
Scarti tessili, c’è uno spiraglio «Ma bisogna fare presto»
Vignolini (Confartigianato) fa il punto sugli incontri dei pratesi a Roma «Dicono che servono tre anni. Nell’attesa facciamo l’accordo per Scandicci»
prato. Scarti tessili addio come rifiuti speciali e scarti di produzione. A dirlo è stato il sottosegretario all’ambiente, Salvatore Micillo (M5S) che ha anticipato alcuni passaggi del disegno di legge denominato End of Waste (ossia cessazione della qualifica di rifiuti), legge che se approvata in futuro rimetterebbe in discussione ciò che sarà riciclabile come materia prima e ciò che sarà da considerarsi rifiuto. Gli incontri fra Confartigianato, Cna, Unione Industriali e Astri avvenuti nei giorni scorsi con il Ministero dell’Ambiente a Roma, sia con le parti politiche sia con i tecnici del ministero, sembrano alzare l’attenzione su una delle questioni centrali per tutto il distretto tessile. Ai tecnici romani, le associazione di categoria pratesi hanno puntualizzato soprattutto due punti focali del sistema tessile che possono andare a riciclo e non essere rifiuti, gli indumenti usati e lo scarto tessile di produzione. Il sistema pre e post produzione della lavorazione tessile, con un probabile emendamento all’”End of Waste”, cambierebbe in modo sostanziale. Ne è certo Moreno Vignolini, presidente Confartigianato regionale settore moda e artigiano tessile, presente alla due giorni di riunioni a Roma che parla di «una situazione che si sta aprendo nel conoscere il ciclo dei rifiuti nel nostro distretto, dagli abiti usati, indumenti, allo scarto di produzione che diventando sottoprodotto e non rifiuto tornerebbero al riciclo come materia da rilavorare». Per Prato e tutto il suo distretto, una modifica del genere nella categorizzazione e differenziazione fra rifiuti e sottoprodotto di lavorazione, può significare molto. Moltissimo. «Non c’è dubbio ed è ciò su cui puntiamo da anni e che avevamo già iniziato a parlarne con il governo Renzi e che sta continuando ad andare avanti» precisa Vignolini. Secondo i tecnici del ministero, i tempi non sarebbero comunque brevi. «Per affrontare bene senza complicare di più la materia legislativa fra sottoprodotto tessile e scarto di produzione, i tecnici del ministero ci hanno parlato di un tempo non inferiore ai tre anni, ma nel frattempo come si affronta la questione dello scarto tessile?» si chiede il presidente settore moda di Confartigianato. Ed ecco che torna in ballo l’impianto di stoccaggio, triturazione e pressa fra Ugnano e Scandicci che potrebbe assorbire una buona parte degli scarti tessili pratesi e che è stato individuato dalla Regione Toscana e da Alia. «Siamo pronti a firmare l’accordo subito – precisa Vignolini – se però ci vengono comunicati i tempi per le autorizzazioni, il tempo per avere l’impianto attivo e i costi del trasporto e stoccaggio dello scarto tessile, che devono essere calmierati. Altrimenti, la situazione si complica ancora di più» dice ancora l’esponente degli artigiani. Intanto, prima della fine di luglio un’altra riunione fra le associazioni di categoria pratesi e la Regione dovrebbe puntualizzare tempi di attuazione e costi dell’impianto di Ugnano. —
Alessandro Formichella
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