Gioco
Truffe alle assicurazioni, il processo si sposta a Bologna
Un avvocato pratese e un suo collega fiorentino sono accusati di aver usato falsi certificati medici per gonfiare i risarcimenti
PRATO. Il giudice dell'udienza preliminare di Firenze Alessandro Moneti ha accolto la questione di competenza territoriale avanzata in sede di udienza preliminare dai legali di un avvocato pratese di 45 anni e di un 44enne fiorentino, indagati dalla procura di Firenze per i reati di truffa alle assicurazioni e falso. Il giudice ha emesso una sentenza con cui ha dichiarato la propria incompetenza rimettendo gli atti alla procura competente, quella di Bologna.
Oggetto dell'inchiesta sono numerosi incidenti stradali che sarebbero stati "arricchiti" con certificati medici falsi o gonfiati, in modo da ingigantire i risarcimenti e lucrare soldi a discapito delle compagnie assicurative. I legali degli indagati, avvocati Antonio Olmi e Michele Nigro, hanno sollevato la questione di competenza territoriale sottolineando l'impossibilità di stabilire il luogo di consumazione del reato più grave, il falso derivante dalla compilazione dei presunti certificati fasulli. In questi caso, spiega l'avvocato Antonio Olmi, la procura di Bologna diventa competente perché proprio nel capoluogo dell'Emilia Romagna si sarebbe consumato per la prima volta il secondo reato contestato, quello di truffa alle assicurazioni, con l'invio da parte dell'avvocato pratese indagato di una richiesta risarcitoria alla sede bolognese della Unipol.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
