Il Tirreno

Prato

Tre aziende su 10 sono straniere, rallenta la Cina cresce il Pakistan

Maria Lardara
Tre aziende su 10 sono straniere, rallenta la Cina cresce il Pakistan

Il 54% del manifatturiero è in mano agli orientali che però diversificano nei servizi alla persona e nei bar

3 MINUTI DI LETTURA





PRATO. Snobbano le confezioni e preferiscono scommettere sull’apertura di un salone di bellezza o di un bar. Magari rilevandoli dai pratesi, come dimostrano le ultime acquisizioni di locali storici (i casi più eclatanti: bar Magnolfi, Andrei e Keller Platz). Cinesi e tessile-abbigliamento, un binomio non più così scontato da tempo. Certo, il 54% del comparto manifatturiero pratese resta pur sempre mano agli imprenditori orientali (3.700 confezioni e 400 aziende tessili con prevalenza di stamperie e tintorie) che però ormai da qualche anno fiutano odore di business anche nei servizi alla persona, nei servizi immobiliari, bar e ristorazione. . È la fotografia scattata dalla Camera di commercio che ha presentato il report 2018 relativo all’imprenditoria straniera nel distretto. Attività come parrucchieri ed estetisti sono cresciute al ritmo del 18% negli ultimi otto anni mentre bar e ristoranti viaggiano con un tasso di crescita del 9%. «Quella cinese non è più una comunità mono settoriale – sottolinea il presidente della Camera di commercio Luca Giusti – È in atto da tempo una diversificazione in settori diversi da quelli tradizionali: una spiegazione potrebbe essere il livello di saturazione nel segmento dell’abbigliamento».

I numeri
A Prato 9.253 imprese hanno i colori del mondo: parla straniero il 30% delle aziende attive iscritte all’anagrafe camerale. Sventolano le bandiere della Cina (6.026 imprese), di Albania (593), Marocco (414), Romania (314), Nigeria (450) e Pakistan (287). Nella variegata galassia dell’imprenditoria straniera, cresciuta del 2,5% rispetto al 2017, l’avanzata delle imprese a conduzione cinese ha tirato il freno (+2,3%) mentre corrono di più le altre etnie: aumentano le imprese condotte da pakistani (+9%) e quelle guidate da albanesi (+3,4%) anche in forma “mista” con soci italiani. L’unica comunità con il segno meno è quella romena che nel 2018 è diminuita dello 0,3%. «Prato continua a essere la prima provincia in Italia per una presenza così massiccia dell’imprenditoria straniera – fa notare Giusti – Una componente importante, il 30% sul totale delle imprese attive. La seconda provincia (Brescia, ndr) non arriva nemmeno al 15%».

Flusso stagnante
È straniera oltre la metà delle imprese che si iscrive all’anagrafe camerale mentre, analizzando la crescita della base imprenditoriale per nazionalità, si scopre che il contributo dato dagli italiani è negativo. «L’effetto combinato della contrazione delle imprese italiane e la crescita, pur minore, di quelle straniere – aggiunge il curatore del report Dario Caserta – fa sì che l’andamento dei flussi di iscrizione sia stagnante».

Il turnover cinese
Nascono e muoiono nel giro di pochi anni. Non è una novità il tasso di ricambio delle imprese con gli occhi a mandorla che si attesta intorno al 30%, il triplo rispetto a quelle italiane. E la mortalità delle imprese cinesi è scesa comunque dal 50% al 35% fra il 2014 e il 2018, segno di una progressiva stabilizzazione. Le imprese cinesi spuntate nell’ultimo anno rappresentano il 25% sul totale di quelle attive. Una curiosità: sono ancora vive 400 aziende nate prima del 2007. Fra queste, il ristorante “Hua Qiao” di Mezzana.

Gli Under 30
L’età media del titolare straniero è di 44 anni mentre la quota degli imprenditori under 30 è pari al 6%, il doppio rispetto agli italiani con punte ben al di sopra del dato medio provinciale per quanto riguarda i pakistani (quasi il 14%). Le “quote rosa”, infine, trionfano nell’imprenditoria cinese: le capitane d’impresa sono 2.800, il 45% rispetto al totale dei detentori in carica.


 

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Gioco

Superenalotto, i numeri vincenti di oggi – Jackpot da 41,9 milioni di euro

di Redazione web