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Scioperi e blitz a Prato: Confindustria durissima sul caso-Superlativa
Francesco Marini, vice presidente Toscana Nord: "Cos'altro deve accadere perché questa azienda sia posta in condizione di non nuocere, di cessare la concorrenza sleale che danneggia le altre imprese?"
PRATO. Le vicende della tintoria Superlativa continuano a sconcertare il mondo industriale pratese. Da giorni si assiste a una ridda di eventi che si susseguono uno dopo l'altro tanto da rendere perfino difficile seguirne lo svolgimento. Un nuovo e complesso capitolo, quello attuale, di una storia ben più lunga, iniziata nel 2016 con un controllo che aveva portato all'individuazione di 21 lavoratori irregolari e continuata nell'ottobre del 2018 quando un nuovo controllo rivelò la presenza di altri 15 dipendenti a nero, cittadini cinesi clandestini. Prima ancora, nel 2015, l'azienda era stata sfiorata da una vicenda dai contorni non chiari, con movimenti societari che si incrociavano con il mancato pagamento di ingenti bollette del gas - si parlava di un milione di euro - da parte, formalmente, di un'altra tintoria cinese. Confindustria Toscana Nord commentò quanto accadde a ottobre 2018 sottolineando la recidività dell'azienda; ora, con i nuovi controlli del gruppo interforze che hanno evidenziato ulteriori pesanti irregolarità, siamo alla recidiva della recidiva. L'attività aziendale era stata sospesa, a quanto si è appreso dalla stampa, ma poche ore dopo è stata riavviata.
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"Se la ripresa dell'attività è avvenuta nel rispetto delle norme, come sicuramente è se le autorità l'hanno consentita, allora c'è qualcosa che non va nelle norme. - osserva il vicepresidente di Confindustria Toscana Nord Francesco Marini - O quantomeno, le norme ordinarie potrebbero essere inadeguate a fronteggiare fenomeni particolarmente gravi come quelli che si stanno verificando nel distretto pratese. In ogni caso quanto sta accadendo alla Superlativa suona come una beffa per le tante aziende che agiscono correttamente."
Marini non entra nel merito della vicenda sindacale in quanto tale e delle polemiche che l'hanno accompagnata ("Non disponiamo di elementi per pronunciarci e comunque quello che ci riguarda è solo l'irregolarità dell'azienda, verificata dal gruppo interforze", precisa) ma si fa interprete di una domanda che a Prato si pongono in molti:
"Cos'altro deve accadere perché questa azienda sia posta in condizione di non nuocere, di cessare la concorrenza sleale che danneggia le altre imprese? Una quarta recidiva? Qualche incidente clamoroso? Quello che è certo - conclude Marini - è che questa situazione non è accettabile. Come Confindustria Toscana Nord abbiamo sempre sollecitato un'azione forte e incisiva di controllo di queste vere e proprie patologie economiche e sociali, ma a quanto pare questo non basta: ormai bisogna chiedersi se per Prato non occorrano norme speciali. Nei contatti che abbiamo con la Prefettura e le altre autorità continueremo a far presente lo sconcerto delle imprese per quanto sta accadendo."
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