Italia
Lo stop ad Arte Stampa frenato dalla burocrazia
PRATO. I comitati dei cittadini di Viaccia e la stessa Arpat, che ha certificato tre mesi di violazioni continuate, non sono bastati per interrompere l'attività della stamperia Arte Stampa. La Regione non ha sospeso l'autorizzazione unica ambientale all'impresa di proprietà cinese, che è sotto accusa per le emissioni maleodoranti e insalubri in via Pistoiese. La questione è stata discussa ieri anche in consiglio comunale grazie a due interrogazioni presentate dalla consigliera Martina Guerrini del Pd e da Marilena Garnier di Garnier per Prato. L'esponente dei Democratici ha proposto un gioco di squadra tra gli enti: «Per trovare una soluzione a questa annosa problematica occorre agire di concerto. Rivolgersi alle singole autorità per la loro specifica competenza non è stato risolutivo in questi quattro anni. Mettere insieme tutti a un tavolo, fare agire insieme tutti significa che ciascuno comunicherà agli altri cosa farà». È sempre stato il problema della comunicazione uno degli aspetti per cui non arrivano risposte e la stessa Arpat, di fronte a un quadro così pesante aggravato, perche inserito in un contesto residenziale, aveva presentato richiesta di sospensione dell'autorizzazione unica ambientale alla Regione. La risposta di proseguire l'attività e non sospendere l'autorizzazione fa perdere una garanzia che è la salute della collettività. Per gli uffici regionali è necessario un ulteriore passaggio per precisare «in modo chiaro – si legge in una comunicazione degli uffici a Arpat, Asl e Comune – la sussistenza di manifestazione di situazioni di pericolo per la salute e per l'ambiente». Ora per far sì che ci sia la chiusura Arpat deve sottoscrivere che l'attività di Arte Stampa è un pericolo per l'ambiente. Altrettanto deve fare l'azienda sanitaria in riferimento alla salute dei cittadini. —
Vezio Trifoni
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