Sicurezza
Addio al Keller: diventa un ristorante cinese
Il fondo di via Migliorati acquistato da un imprenditore orientale che servirà piatti tipici del Guangdong e del Sichuan
PRATO. Con quell’atmosfera sempre un po’ chiassosa, era una delle birrerie bavaresi più grandi della Toscana. Musica dal vivo, stinco con crauti e fiumi di birra. Fin dagli anni Novanta era il locale pratese più amato dai fiorentini che faticavano a trovarlo in quella minuscola strada del centro storico: via Migliorati. Dalla ceneri del “Keller Platz”, anzi del “Keller Garage” com’era stato ribattezzato nel 2017 dai titolari Alessio Lapini e Fulvio Notari, rinascerà una nuova insegna. Si chiamerà “Porto della Luna” ma con la tradizione del vecchio locale pratese non c’entra più nulla. Sarà un ristorante cinese con 150 posti a sedere specializzato nei piatti delle regioni del Guangdong e del Sichuan.
L’insegna “Keller Garage” è ancora ben evidente in via Migliorati com’è evidente che i lavori sono in corso nel grande fondo che una volta accoglieva feste, serate a tema e tanti concerti di cover band. Dal bandone spunta un ragazzo di origine cinesi, David Wei. Ha 19 anni ed è fresco di diploma conseguito all’istituto alberghiero “Buontalenti” di Firenze. Wei è il figlio del nuovo proprietario che ha acquistato l’attività del “Keller Garage” ferma ormai da almeno tre mesi. La famiglia, che vive a Campi Bisenzio da quando era David era un bambino, ha annusato l’affare nell’apertura di un ristorante cinese “tipico” nel centro storico di Prato, sicuramente il primo dentro le mura.
Il giovane Wei osserva la vecchia insegna. «Non sapevo che questo fosse un pub famoso. E dove parcheggiavano i clienti visto che non ci sono tanti posti in zona?». “Porto della Luna”, in cinese tradotto “Yuebanwan”, aprirà fra la fine di luglio e i primi giorni d’agosto. Si potrebbe pensare all’omaggio a una credenza cinese che vede nella luna una tradizione da festeggiare con “la festa di mezzo autunno” o, appunto, della luna.
«Sono cresciuto in Italia e non sono mai stato in Cina: queste tradizioni non le conosco tanto bene», puntualizza il giovane Wei. Che nel suo ristorante farà assaggiare ricette tipiche del Sichuan come la zuppa “Shui Zhu Yu” a base di peperoni e pesce. E in effetti, alle spalle di via Santa Trinita che pullula di locali per la ristorazione di tutti i tipi (dal vegano al thailandese), le prelibatezze cinesi mancavano. Negli ultimi anni il “Keller Platz” era stato al centro di alcune vicissitudini. Chiuse i battenti fra il 2013 e il 2014 dopo un controllo incrociato dei vigili del fuoco e della polizia per “violazione della pubblica incolumità” a causa di alcune irregolarità. Tre anni di stop e poi la riapertura col nome di “Keller Garage” fino all’ultimo passaggio di mano. Continua intanto l’ascesa dell’imprenditoria cinese che trova appetibili locali storici in vendita sul mercato e che, evidentemente, gli italiani hanno difficoltà a comprare. È la stessa sorte toccata al bar Magnolfi di piazza San Francesco che la settimana scorsa ha abbassato la saracinesca per poi riaprire a settembre con la nuova gestione cinese. Pezzi di storia che cambiano nome e pelle ma che, senza il subentro degli orientali, sparirebbero del tutto.
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